Il Tirreno

Prelievi alla Steccaia, ricorso di Solvay

di Rino Bucci
Prelievi alla Steccaia, ricorso di Solvay

Impugnato il provvedimento di Provincia e Asa sui nuovi pozzi. Pellegrini: «L’uso potabile prima di quello industriale»

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CECINA. Si apre un altro capitolo in quella che ormai è diventata la Guerra dell'acqua. La Solvay ha presentato ricorso al Tribunale superiore delle acque pubbliche contro la Provincia di Pisa, il dipartimento del territorio, il servizio difesa del suolo e le unità operative demanio idrico e georisorse dello stesso ente. Inoltre nel ricorso figurano l'Asa, l'Autorità idrica Toscana e la Conferenza di bacino di rilievo regionale.

La multinazionale della soda si appella per l'annullamento dell'autorizzazione provvisoria (n.15 del 23 marzo 2012) con la quale la Provincia di Pisa ha dato il via libera ad Asa per l'utilizzo temporaneo dell'acqua proveniente da "n. 1 pozzo denominato "Steccaia 1" a mezzo di elettropompa sommersa avente una portata di esercizio di 30 litri al secondo". Il pozzo si trova all'interno del Comune di Montescudaio e l'autorizzazione temporanea è arrivata ad Asa al fine di «utilizzare l'acqua per uso potabile».

Nell'atto rientra un altro pozzo, denominato "Steccaia 2", sempre nel Comune di Montescudaio. In questo caso l'elettropompa garantisce «una portata di esercizio pari a 20 litri al secondo». Come per "Steccaia 1" si contempla l'utilizzo della falda "per uso potabile". Si calcola, in tutto, "una portata complessiva di 710.784 metri cubi l'anno che sommata a quella già autorizzata per il pozzo "Casagiustri" porta a 900.000 metri cubi l'anno".

Sui prelievi alla Steccaia, ormai considerata l'unica riserva di "acqua buona" in Bassa val di Cecina, si sta combattendo una vera e propria battaglia. Da mesi continua il braccio di ferro tra il Comune di Montescudaio e la società belga. Nonostante questo, l'amministrazione non è contemplata nel ricorso. «Probabilmente - ironizza il sindaco di Montescudaio, Aurelio Pellegrini - la società ci vorrà riservare un trattamento speciale. Magari ci spetterà un ricorso tutto per noi. Il fatto che Solvay contesti l'installazione di nuovi pozzi e l'autorizzazione a nuovi prelievi per non deprimere la falda è positivo. Basta che non lo faccia solo per mantenere lo status quo, ossia per prelevare indiscriminatamente. Prima dell'uso industriale dell'acqua viene quello civile».

Poco più di una settimana fa Pellegrini aveva sequestrato un pozzo (il 21A in località Pianetto) utilizzato dalla Solvay per prelievi industriali e poi l'aveva riconvertito ad uso pubblico. Un'ordinanza arrivata nel pieno dell'allarme siccità ma anche una presa di posizione contro gli emungimenti selvaggi. E contro la decisione (definita "sconcertante" dal sindaco) della Provincia di Pisa di concedere a Solvay un emungimento pari a 1,8 milioni di metri cubi d'acqua (il doppio di quanto già concesso) dai pozzi di Steccaia e Casa Giustri. L'ordinanza scadrà a fine mese. «Se si verificasse una situazione d'emergenza idrica - spiega il sindaco - potrei prendere in considerazione l'ipotesi di reiterare l'ordinanza per un altro mese».

La multinazionale teme che il provvedimento diventi da provvisorio definitivo. «Occorre considerare che questa autorizzazione - si legge nel ricorso - pur risultando formalmente "provvisoria", tale non è in sostanza, in quanto la sua durata ed efficacia è stabilita "fino al momento della stipula dell'atto disciplinare che regolamenterà la definitiva concessione di derivazione di acque pubbliche».

«Tale autorizzazione - continua il ricorso - evidenzia un provvedimento di carattere definitivo e lesivo dell'interesse della ricorrente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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