La manifestazione
Rossi: «L’ospedale resta, ma cambia»
Laboratori, 118 e trasporto sociale: accorpamenti e riorganizzazioni. La Tirrenica? «Si farà, Monti garante»
ROSIGNANO. «Questa spending review, come la chiamano i professori, non ci piace. Alla fine penalizza le regioni virtuose come la nostra, che ha i conti a posto, bilanci certificati». I tagli alla sanità, alla scuola, ai trasporti si riverberano sulla Toscana e il governatore Rossi ammette che si dovrà ricorrere alla leva fiscale: insomma, nuovi ticket sui farmaci e riorganizzazione degli ospedali. Ne parla Enrico Rossi, intervistato da Andrea Rocchi del Tirreno, alla Festa del Pd. «Chiameremo a pagare chi può dare di più», afferma, a proposito del balletto di cifre su Isee ed Irpef. Poi affronta i temi caldi che interessano da vicino il nostro territorio: l’autostrada, l’ospedale, l’industria. Dando alcune rassicurazioni.
«Riorganizzare per sopravvivere» Il governo taglia (700 milioni in tre anni), la Regione mette mano alla sanità, intanto però si costruisce l’ospedale di Livorno e forse quello di Piombino (Riotorto). Cecina chiude? «Cecina non chiude», dice Rossi. «Si tratta di un ospedale che ha un buon punto nascite, servizi importanti. L’ospedale di Livorno va fatto, c’è la necessità di una struttura monoblocco. Si potrà discutere sul fatto che per troppo tempo si sono fatti lavori di adeguamento. Probabilmente il nuovo ospedale andava fatto prima». Rossi tuttavia indica una strada, che vale anche per Cecina : «Non sono tagli - dice - ma una riorganizzazione». E spiega: «Penso ai laboratori di analisi». Sono troppi, dice. E non è un caso che «alcune regioni ne abbiano due». Ma Rossi ipotizza anche una riorganizzazione della centrale operativa del 118, su base regionale. «Capisco - dice - che ciò potrà suscitare la contrarietà di qualche medico, ma la strada deve essere questa». In questa riorganizzazione ogni Asl dovrà fare la sua parte - dice - «aziende ospedaliere comprese». «E qualcosa - continua - dovrà essere fatto anche per il trasporto sociale. Dovremo metterci ad un tavolo e ridiscutere la sostenibiità di questi servizi». Insomma, toccherà ai familiari farsi carico del trasporto del proprio caro se non si tratta di unsoccorso.
«Mantenere lo stato sociale». Di fronte ai tagli della spending review - dice Rossi - siamo di fronte ad un bivio: «O manteniamo lo stato sociale come abbiamo sempre fatto o riduciamo i servizi. Ci siamo già fatti carico del salvataggio degli asili nido, la Regione ha giàoperato la sua revisione di spesa (80 milioni in 3 anni). Per mantenere ciò dovranno essere fatti dei sacrifici».
La Tirrenica? «Si farà» Il governatore è ottimista anche sulla Tirrenica, dopo il via libera dei Cipe (2 miliardi) ma anche dopo la bocciatura al Senato degli emendamenti su defiscalizzazione ed esenzione. Rossi, semmai, attacca l’ex ministro Matteoli che ha cantato vittoria, poi davanti al Cipe il finanziamento è stato dimezzato. «Io ho detto al Cipe, dove era presente il presidente Monti, che l’autostrada va fatta ma a condizioni che sia mantenuta l’esenzione ai residenti per un tratto di 45 km. I soldi? Vanno trovati. Ma la presenza dei Monti al Cipe ed il suo impegno formale rappresentano qualcosa di importante. Abbiamo chiesto di girare alla Regione i 20 milioni per applicare l’esenzione. Abbiamo chiesto gli impegno dei nostri parlamentari. Se non sarà fatto il governo si assumerà le conseguenze e noi ne terremo di conto in campagna elettorale». Per chiudere: «Per essere compettiva la Toscana ha bisogno del suo corridoio tirrenico. E non vorrei che su questo pesino le ville romane». Massima attenzione ai reperti archeologici, ma non certo alle “ville dei romani”, chiude il governatore.
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