Attenzione
Giustizia, no a guerre di campanile
Tribunale: Benedetti difende Cecina, Barabino attacca Velo: «Parole ingiuste»
CECINA. Alla fine è diventata una guerra di campanile. La sopravvivenza dei rispettivi tribunali divide Cecina e Piombino. Pensare che alla conferenza stampa convocata dai capigruppo in consiglio comunale i politici si era affrettati a dire che non volevano guerre tra località. Poi, c'erano stati i sorrisi e le pacche sulle spalle. Per la decisione delle commissioni giustizia del Senato di includere la sezione locale tra quelle salve. Il respiro di sollievo è durato una giornata. È bastato il comunicato dell'onorevole Silvia Velo, ex sindaco di Campiglia, a congelare gli entusiasmi. Nel documento la deputata spiega che non esiste «alcun accorpamento del tribunale di Piombino su Cecina».
Un testo che si è portato dietro diversi commenti. Il sindaco Stefano Benedetti, collega di Velo, evita d'infilarsi in un ginepraio. «Sarebbe assurdo che la nostra sezione - dice - tra le migliori d'Italia venga chiusa. Al di là di ciò che succederà a Piombino». Poi spiega: «Cecina e Piombino si devono parlare non solo in materia di giustizia ma anche sulla sanità».
Sul comunicato dell'onorevole interviene Paolo Barabino, avvocato e capogruppo e coordinatore provinciale Pdl. «Trovo fuori luogo le esternazioni di Velo - dice Barabino - un deputato dovrebbe avere più obiettività e lungimiranza nell'affrontare questioni che riguardano più comunità. Non limitarsi a difese di campanile sino a sconfessare il lavoro della commissione del Senato. Nessuno tra i politici e professionisti locali ha mai pensato che dovesse essere soppresso il tribunale di Piombino a favore di Cecina. Ritengo inaccettabile che Velo abbia esternato il contrario, subordinando a tale evenienza l'appoggio del Pd al governo Monti. Come se in Italia non vi fossero altri problemi. Voglio sperare che rimanga isolata poiché una spaccatura sul punto dei politici nazionali sarebbe un facile alibi per consentire al ministro Severino di perseverare nel percorso dei tagli orizzontali».
«Se partiamo con una guerra di campanile - dice Francesco Villani, avvocato e consigliere comunale nel gruppo misto - si arriva da poco lontani. L'interesse primario deve essere il mantenimento di una sezione provinciale. A Cecina abbiamo un edificio nuovo e funzionale. E poi la città dista 40 chilometri da Piombino».
Per Enrico Marinai, avvocato cecinese ma piombinese di nascita «la soluzione più logica resta Cecina».
« Perché ha un maggior carico di lavoro ed una struttura nuova e a norma. Senza contare il parcheggio davanti all'edificio. Penso che la commissione abbia valutato queste caratteristiche».(r.b.)
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