Il Tirreno

Tribunale, guerra nel Pd tra Cecina e Piombino

di Maria Meini
Tribunale, guerra nel Pd tra Cecina e Piombino

Velo: «La decisione della commissione giustizia del Senato è targata Pdl» Il deputato di Campiglia promette battaglia alla Camera, «o casca il governo»

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di Maria Meini

CECINA

Nel paese dei mille campanili le beghe di cortile non finiscono mai. Non basta il patetico tira e molla tra Province, anche il “caso tribunale”, che miracolosamente pareva affrontato con la logica del buonsenso (numero di pratiche, efficienza, localizzazione e razionalità degli edifici) finisce sotto il tiro dei veti geografici. La Commissione giustizia del Senato ha indicato, all’interno del maxi emendamento sulla spending review, il mantenimento della sezione distaccata di Cecina a cui accorpare Piombino. Ma la notizia della (quasi) salvezza della sede cecinese è stata impallinata dall’on. Silvia Velo. L’ex sindaco di Campiglia, deputata del Pd, ha inviato un comunicato di fuoco in cui afferma che non esiste «alcun accorpamento del tribunale di Piombino su Cecina» e che il parere della commissione giustizia del Senato, «impraticabile», non ha avuto il voto favorevole del Pd e «quindi di fatto si configura come parere del Pdl».

Venti di guerra nel Pd tra Piombino e Cecina. Velo si spinge ad ipotizzare una crisi del governo Monti qualora venisse accettato il parere della commissione del Senato. «È evidente - prosegue la deputata - che il ministro Severino non potrà tenerne conto se non vorrà correre il rischio di mettere in crisi l'attuale maggioranza di governo. Il Pd invita pertanto il ministro a tener conto solo del parere espresso a larghissima maggioranza dalla commissione giustizia della Camera che contiene indicazioni per il mantenimento delle sedi distaccate. Fra questi citiamo: “Specifiche caratteristiche geografiche, quali ad esempio l'insularità”. In conseguenza di questa indicazione ci aspettiamo quindi il mantenimento della sede distaccata di Portoferraio, ma anche quella di Piombino. Pare infatti evidente che se accorpamento deve essere non può che configurarsi quello di Cecina su Piombino che dista oltre 80 km dal capoluogo».

Contro l’ipotesi accorpamento anche gli avvocati di Piombino. «I pareri delle Commissioni giustizia non sono vincolanti e che quella della Camera indica giustamente al governo – dice l’avvocato Alberto Moschini, consigliere dell’associazione forense piombinese - non i nomi delle sezioni distaccate da mantenere ma il criterio più generale secondo cui i tribunali subprovinciali vanno transitoriamente mantenuti come “presìdi territoriali di giustizia”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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