La manifestazione
Bagni chiusi e bandiera a mezz’asta
Oggi la protesta dei balneari contro la gara europea per le concessioni: fino alle 11 niente sdraio e ombrellone
CECINA. Bagni chiusi fino alle 11 e bandiera comunale a mezz’asta. Da Marina di Castagneto a Chioma, il cuore della Costa degli Etruschi aderisce alla manifestazione nazionale di protesta contro la direttiva Bolkestein, il dispositivo europeo che spalanca la porta della gestione degli stabilimenti balneari all’Europa, introducendo la messa a gara delle concessioni. A spiegare il senso di questa protesta, ma soprattutto le modalità con cui la stessa si svolge, amministratori comunali e rappresentanti delle associazioni di categoria. Col sindaco Stefano Benedetti, l’ assessore al turismo Enrico Pieraccini, , Massimo Cascione e Gabriele Bilanceri rappresentanti della Confcommercio di Cecina ma portavoce, in questo caso, di una protesta che vede in prima linea anche la Fiba Confesercenti, la Cna e i sindacati nazionali dei balneari. Cosa succederà domattina anche sulla nostra costa? I titolari e i gestori dei bagni aderenti ai sindacati di categoria, chiuderanno gli ombrelloni fino alle 11 del mattino e mostreranno la bandiera comunale a mezz'asta. Un gesto dal forte valore simbolico «per dire no all'inerzia del governo sulla vicenda Bolkenstein» e lavorare insieme per «trovare un accordo per salvare 30.000 aziende familiari che da sempre rappresentano un'economia sana del nostro paese». L'incertezza sulle concessioni blocca infatti gli investimenti. C’è preoccupazione per l’avvicinarsi della scadenza del 2015 con l’asta pubblica aperta a tutti, anche ai concorrenti europei. Si teme, anche a Cecina e dintorni, che le concessioni «vadano in mano a multinazionali del turismo straniero» a danno di imprese locali che danno lavoro nel settore.
«Per quanto riguarda Cecina, l'amministrazione comunale - ha detto il sindaco - offre il suo appoggio e forza per far si che l'attività commerciale, ricchezza del nostro territorio, resti in mano agli attuali titolari,che hanno investito risorse e sacrifici in queste imprese.
Enrico Pieraccini prosegue: «Noi come comune avevamo già fatto presente il caso all'assessore Scaletti: ne devono tener conto anche la regione e il governo». Si teme che questa situazione di stallo generi crisi e disoccupazione. Massimo Cascione e Gabriele Bilanceri aggiungono: «L’attività balneare è una peculiarità italiana: i capitali stranieri non ci aiuteranno. Dobbiamo smuovere questa situazione, l'economia è bloccata e lo sarà fino al 2015. La gente che lavora è tanta, bisogna riuscire a trovare una soluzione, tutelando tutti, al più presto. Le idee proposte ci sono, ora il governo deve ascoltarci e venirci incontro».
Giulia Perini
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