La manifestazione
Tutto è partito dal crac Metropolis
Il “supermarket” del ballo e la società fallita nel 2009
ROSIGNANO. L'ultimo tango al Metropolis è stato ballato nell'autunno del 2009. Ad occuparsi della gestione artistica delle tre sale (liscio, latino-americano e discoteca Baba Yaga) lo stesso staff che fino a ieri ha disegnato le notti ballerine all'Astragalo e alla Barcaccina. Sempre la stessa ricetta: ristorante e balli. Il contratto, però, era sub judice, nel senso che spettava al tribunale di Livorno valutarne la convenienza. La vecchia proprietà del mega dancing a Marina di Cecina era fallita. Un fallimento decretato dall'istanza presentata da cinque creditori e non dai titolari dell'esercizio.
Il Metropolis venne aperto nel novembre del 2007. E non ha mai reso i frutti sperati. Anzi, in poco più di un anno si era mangiato l'intero capitale sociale da un milione e 320mila euro. Il passivo nei confronti dei creditori sfiorava il milione e mezzo. Emilio Muzzi, amministratore unico della Spa, aveva fatto i salti mortali per salvarlo. "Ci ho rimesso la salute in questa vicenda", ha raccontato più volte. Ma non ce l'ha fatta. Nonostante avesse parlato con i creditori (poi cinque presentarono istanza di fallimento) e azzerato il capitale sociale ripartendo da un minimo di 132mila euro.
Muzzi, nominato liquidatore, puntava a trasformare la Spa in Srl, società a responsabilità limitata, entro il 31 dicembre 2008 e salvare quella discoteca che "vale circa 7 milioni e mezzo. Come conferma la perizia", aveva detto.
Di quei soldi, oggi restano solo le briciole. E il Metropolis da grande sala da ballo è diventata una cattedrale nel deserto. Dal 2009 fino a questo mese si sono susseguite le aste giudiziarie. Tutte deserte. Dai 3 milioni e mezzo fissati per la prima udienza si è passati al milione e 200mila euro dell'ultima. Nella prossima, ancora da fissare, si dovrebbe scendere sotto al milione. I creditori vedono sempre più ridursi le speranze di essere risarciti mentre gli speculatori aspettano dietro l'angolo che il prezzo cali ancora. L'immobile va incontro ad una svalutazione inarrestabile. L'unica parte ancora utilizzata è il parcheggio.
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