Il Tirreno

Siccità, requisito pozzo alla Solvay

di Andrea Rocchi
Siccità, requisito pozzo alla Solvay

Ordinanza del sindaco Pellegrini. Intanto la Provincia autorizza il raddoppio degli emungimenti alla Steccaia

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MONTESCUDAIO. Mezzo paese è senz’acqua per via della siccità e il sindaco non perde tempo: sequestra un pozzo utilizzato da Solvay per uso industriale (acqua e salgemma sono materie prime per far funzionare la sodiera, cuore dello stabilimento di Rosignano). Servirà a rimpinguare la rete idrica pubblica, a secco con la calura estiva. Un provvedimento a sorpresa quello che Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio, ha preso con un’ordinanza - la numero 11 - firmata lunedì. Ma che è stato preso - dice il sindaco - per tutelare la comunità e l’uso primario dell’acqua, quello potabile. Si stabilisce infatti la requisizione ad uso idropotabile pubblico per 30 giorni del pozzo 21A situato in località Pianetto, sul terreno di proprietà Nencini e attualmente in uso alla società Solvay Chimica Italia. Si ordina all’Asa spa, gestore del servizio idrico integrato, di attuare entro 24 ore dall’ordinanaza gli oppportuni interventi per la captazione delle acque del ozzo e la loro immissione nella rete pubblica (intervento che partirà questa mattina). Si incaricano gli agenti di polizia municipale dell’Unione Colli Marittimi Pisani e altri agenti di forza pubblica all’esecuzione dell’ordinanza. Il provvedimento nasce da due esigenze: una riassunta dalla delibera consiliare di aprile con cui si impegnavano sindaco e giunta ad adottare misure idonee per affrontare l’emergenza siccità, anche «misure urgenti necessarie per garantire l’approvvigionamento idrico. L’altra dal fatto che ci sono una serie di atti ed impegni sottoscrtti che invitano a contenere l’emungimento dalla falda acquifera di Cecina. «Preannunciata in tempo, in ogni modo la crisi idrica per uso idropotabile è arrivata - afferma Pellegrini - a Montescudaio. In questa situazione il mio dovere di sindaco, spinto e sostenuto da ben due voti unanimi del consiglio comunale: ho fatto il mio dovere semplicemente applicando una legge dello Stato che sancisce la priorità dell'uso idropotabile dell'acqua, che è sempre pubblica, su ogni altro uso, tutto questo con una ordinanza, come dice la legge, a tutela della salute pubblica per un periodo limitato di tempo, con la quale una esigua parte di acqua potabile usata dalla Solvay, verrà dirottata nell'acquedotto pubblico e non solo a beneficio degli abitanti del mio Comune. Non penso e non credo che tutto questo creerà problemi sul ciclo produttivo della fabbrica: in casi gravi come questo ognuno deve fare sacrifici, magari ricordando che c'è un'altra attività economica assai rilevante nel nostro territorio che la mancanza d'acqua manda in crisi e cioè il turismo».

Intanto, mentre Pellegrini sequestra un pozzo a Solvay, arriva la notizia di Asa che ha avuto notizia dalla Provincia di Pisa della concessione per l’emungimento di 1,8 milioni di metri cubi d’acqua dai pozzi (il doppio di quanto già concesso a Solvay) dai pozzi Steccaia e Casa Giusti. Si ricorda che «con tale quantitativo non si paventa la crisi per i due comuni di Cecina e Montescudaio». Notizia che fa infuriare Pellegrini: «O non è vero quanto è stato detto e scritto in questi mesi e cioè che c’è una preoccupante carenza di acqua e allora qualcuno è responsabile di procurato allarme, o è vero e allora è grave raddoppiare gli emungimenti accelerando l’esaurimento della falda». Da qui l’accusa alla Provincia di Pisa di cui definisce «sconcertante» la posizione presa con la nuova autorizzazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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