Attenzione
La Regione: «Pagheranno soltanto i responsabili»
La Regione Toscana non chiederà un soldo ai cittadini di Montescudaio per l’inquinamento dei pozzi da trielina. Anzi. È intenzione della Regione andare avanti con le azioni già intraprese nei confronti dei titolari dell’ex conceria Massini e della lavanderia La Rapida
MONTESCUDAIO. La Regione Toscana non chiederà un soldo ai cittadini di Montescudaio per l’inquinamento dei pozzi da trielina. Anzi. E’ intenzione della Regione andare avanti con le azioni già intraprese nei confronti dei titolari dell’ex conceria Massini e della lavanderia La Rapida. E’ quanto sostiene, in un comunicato, l’assessore all’Ambiente della Regione Maria Rita Bramerini a proposito della vicenda della contanminazione di alcuni pozzi tra Cecina e Montescudaio.
«Solo il colpevole deve pagare», è quanto scritto sullo striscione appeso ai balconi delle case di Poggio Gagliardo dai cittadini aderenti al comitato ‘Trielina no grazie’. Una dichiarazione che «corrisponde perfettamente alla volontà della Regione Toscana».
L’amministrazione regionale sta lavorando per bonificare quanto prima il sito e la falda acquifera contaminati da trielina e percloroetilene, ma allo stesso tempo sta procedendo contro i responsabili dell’inquinamento. «L’obiettivo - si legge nella nota - è rivalersi su di loro per recuperare le risorse necessarie alla bonifica. La Toscana, a seguito delle attività di caratterizzazione del sito e di progettazione dell’intervento definitivo di bonifica, ha individuato come responsabili dell’inquinamento due attività industriali presenti a Poggio Gagliardo negli anni ’80-’90: la conceria Massini, oggi fallita, e la lavanderia La Rapida, oggi chiusa».
E va avanti: «Per quanto riguarda la conceria, la Regione si è insinuata nel passivo fallimentare ed attende l’esito della relativa procedura giudiziaria. Nei confronti dei proprietari della lavanderia, invece, la Regione ha emesso quattro ingiunzioni di pagamento (le prime due nel 2008, per un totale di circa 700mila euro, altre 2 nell’aprile scorso, per altri 90mila euro) per due delle quali si attende l’esito dei giudizi pendenti sia dinanzi al tribunale ordinario che di fronte al Consiglio di Stato, mentre per le più recenti è stato presentato dai privati ricorso al Tar e questo non ha concesso la sospensiva».
La Regione conclude: «Le somme richieste ai responsabili della contaminazione sono per il momento quelle direttamente erogate dalla Regione e servite per la caratterizzazione e progettazione degli interventi di bonifica del sito oltre che per il monitoraggio della falda. Altre risorse pubbliche, cioè quelle anticipate dalla Regione al Comune di Montescudaio per la gestione dell’intervento di messa in sicurezza, dovranno, invece, essere recuperate direttamente dall’amministrazione comunale».
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