Il Tirreno

L’Arci Donoratico in aiuto dell’Emilia

di Giorgio Creatini
L’Arci Donoratico in aiuto dell’Emilia

Comitiva dell’associazione locale ha raggiunto Mirandola Sul furgone materiale da campeggio e pacchi di cibo

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DONORATICO. Mirandola due mesi dopo. La vita va avanti, le luci delle tv si affievoliscono, il paese rimane stretto nella morsa della crisi, le Olimpiadi regalano sussulti. Ma lì, nella martoriata terra dell’Emilia c’è gente che è stata costretta a cambiare totalmente la sua vita. Il terremoto ha lasciato ferite che non si possono rimarginare. È vero che gli emiliani sono gente forte, che non si piange addosso, ma c’è il rischio che il tempo faccia dimenticare il dramma di queste persone, di chi aveva delle certezza che adesso non ha più.

Ma un segnale forte di solidarietà arriva dai giovani. Da Donoratico nei giorni scorsi, un gruppo di ragazzi del Circolo Arci sono partiti con un furgone carico di materiale da campeggio, cibi, generi vari che ha raggiunto Mirandola per un piccolo ma significativo segnale di presenza. Per non dimenticarsi che c’è gente che ha ancora tanto bisogno di aiuto. Un’iniziativa che ha avuto subito il placet del presidente Bruno Pighetti, che ha dato carta bianca a questi ragazzi che si sono rimboccati le maniche ed hanno iniziato la raccolta di materiale prima attraverso la festa dell’Arci, poi con il passaparola.

Ben presto gli scatoloni si sono riempiti e il furgone ha potuto muovere verso l’Emilia con a bordo Tommaso Stecca, Giacomo Bartolini, Veronica Rocca e Daniele. Quattro giovani in gamba, che oltre agli aiuti hanno voluto portare un messaggio di fratellanza e forte solidarietà. Presi contatti con il circolo Arci “AquaRagia” di Mirandola, i ragazzi sono stati accolti dai dirigenti locali ed è nato subito un rapporto speciale. «E’ stata un’esperienza molto forte - dice Bartolini - abbiamo vissuto quello che loro vivono tutti i giorni, siamo stati portati in giro ed abbiamo visto l’impressionante scenario che il terremoto ha lasciato. Capannoni venuti giù come castelli di sabbia». «La grossa sede dell’AquaRagia, dove venivano svolte attività di teatro, musica, aiuto a bambini down ha il tetto girato come il coperchio di una scatola – aggiunge la comitiva di Donoratico– un circolo attivissimo, più avanti delle nostre concezioni di attività socio-ludiche che adesso è inagibile».

«Abbiamo trovato crolli e desolazione- dice Stecca - ma anche gente forte che chiede solo si sboccare la burocrazia per poter ripartire. Ogni attività danneggiata e chiusa dalla protezione civile, ha una commovente appendice fuori dalla saracinesche con banchetti ed ombrelloni con in esposizione la merce». Interviene Veronica Rocca: «La nostra visita è stato anche un diversivo molto gradito, abbiamo portato un po’ del nostro entusiasmo, abbiamo legato con tutti e stretto amicizia con tantissime persone, siamo stati ospitati e abbiamo pranzato con loro instaurando un rapporto forte che ha già gettato le basi per una collaborazione futura. Stiamo organizzando una loro visita da noi e vogliamo preparargli una grossa sorpresa».

Piccole storie, inosservate dai più, ma un forte segnale di altruismo e solidarietà che non può essere alienato ma anzi, messo nel giusto risalto specie se queste iniziative arrivano da un gruppo di giovani davvero in gamba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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