Il Tirreno

Bancarotta e fatture false: 16 indagati

di Andrea Rocchi
Bancarotta e fatture false: 16 indagati

Sequestro preventivo della discoteca La Barcaccina e dell’Astragalo ma le attività restano aperte

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ROSIGNANO. Tutto è partito dal fallimento della Metropolis spa, la società che gestiva l’omonima discoteca di Marina di Cecina e che ha avuto una storia molto travagliata chiusa con un buco di oltre 5 milioni e oltre 120 creditori alle porte. E’ stato esaminando i libri contabili della società, fallita nel 2009, incrociando i dati acquisiti da banche e istituti finanziari che operavano con l’azienda, che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno scoperto un giro di fatture false e scissioni societarie in odore di fallimento. Società, in sostanza, «ripulite» di una parte di patrimonio (circa 1.300.000 euro contestate dalla Finanza), e fatture emesse e utilizzate ( in tutto ma anche in parte inesistenti) per un importo tra imponibile ed imposta di 400mila euro.

Al termine dell’attività investigativa, condotta dalla Tenenza di Cecina, sono stati denunciate alla magistratura 16 persone (in gran parte imprenditori di Cecina e Rosignano, alcuni ex soci della Metropolis). Sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo due notissimi locali della nostra costa: la discoteca La Barcaccina di Vada e l’Astragalo di Castiglioncello. Sequestro preventivo, previsto dall’ex articolo 321 del codice di procedura penale) disposto anche nei confronti delle quote sociali e dei beni sociali della società che gestisce i due locali notturni per un valore di circa 720mila euro.

L’attività della Barcaccina e dell’Astragalo, frequentatissimi da giovani e non solo che vengono da tutta la Toscana, va avanti, tuttavia. I locali sono regolarmente aperti. Per permettere la prosecuzione dell’attività commerciale e garantire un’occupazione al personale impiegato (soprattutto in un periodo come questo, nel pieno della stagione estiva) ma anche per consentire di soddisfare i crediti vantati dall’erario attraverso il prelievo coattivo dei profitti dell’attività, la gestione è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Massimo Mannucci, ha segnato un momento importante della sua storia proprio nei giorni scorsi quando i militari della Gdf di Livorno hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo dei beni della società che gestisce Barcaccina e Astragalo, provvedimento disposto dal Gip del Tribunale di Livorno. Alla base una lunga attività investigativa fatta di accertamenti fiscali di documentazione contabile ed extracontabile reperita durante controlli ma anche perquisizioni in locali aziendali e abitazioni private. «Tale attività - spiegano i finanzieri - oltre a fornire importanti elementi probatori alla magistratura circa la mala gestione della Metropolis spa, consentiva di individuare ulteriori irregolarità contabili che avevano determinato il fallimento di un’altra società», società che aveva già gestito la discoteca La Barcaccina e L’Astragalo. Il modo di operare, secondo le Fiamme Gialle, era questo: prima che la società che gestiva queste attività fosse dichiarata fallita dal Tribunale i suoi amministratori di fatto - tramite un’operazione societaria straordinaria, la cosiddetta scissione - trasferivano solo formalmente la gestione ad una ulteriore impresa rappresentata da persone fisiche a loro legate anche da vincoli parentali. In realta - secondo la finanza - ne restavano gli effettivi controllori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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