Sicurezza
Delusione Giulia: «Non sono sicura di lottare ancora»
Per la Quintavalle solo un quarto posto ai Giochi di Londra «Volevo almeno il podio, mi ha fregato la troppa tensione»
ROSIGNANO. È delusa. Punto e basta. Non c’è quarto posto che tenga. Giulia Quintavalle credeva in un posto sul podio ai Giochi olimpici di Londra. Era convinta di portare una medaglia all’altare il prossimo settembre, quando a Messina si sposerà con Orazio D’Allura. «Sì, sono delusa - dice la judoka rosignanese - non lo nascondo perchè potevo fare molto di più. Potevo battere la giapponese e potevo comunque rimediare superando l’americana nella finale per il bronzo. E invece sono rimasta a bocca asciutta». Si sente dal timbro di voce che non è la Quintavalle che avevamo visto, ad esempio, alla cerimonia inaugurale: il cappello da joker tricolore ha lasciato il posto ad un tono sconsolato, rimesso. «Sono dispiaciuta - riprende la campionessa olimpica a Pechino - perché erano tutte avversarie alla portata, compresa la Matsumoto, che poi ha vinto l’oro».
E allora cosa non ha funzionato? «Sono arrivata agli incontri decisivi troppo tesa. La tensione ha finito per togliermi energie importanti, vista la durata degli incontri. Non a caso sono sempre crollata nel finale. Anche l’errore contro la Malloy è stato frutto della troppa tensione».
Insomma, stavolta la fredda Quintavalle si è fatta fregare dall’emozione. «Sentivo i battiti del cuore salire col passare dei minuti e questo non ha fatto altro che togliermi forza e lucidità. A Pechino non era successo, lì era andato tutto perfetto».
E ora, come la Pellegrini, anche la rosignanese pensa ad un periodo di pausa. «Sì - conferma - dopo questa delusione ho bisogno di staccare con il judo. Ora mi farò una bella e lunga vacanza e poi vediamo». Vacanza sì, ma adesso magari dovrà preoccuparsi del matrimonio del prossimo 6 settembre. «Nessuna sconfitta - dice Quintavalle - potrà scalfire il sogno che andrò a realizzare a settembre, ma al rientro del viaggio di nozze penso di prendere una decisione definitiva: ovvero se continuare a combattere o no». Forse è la fresca delusione a farle dire queste parole, ma di sicuro quella che al telefono ci risponde da Londra tre ore dopo l’ultimo match è una Quintavalle affranta per l’occasione mancata. E, comunque, anche nel dispiacere emerge quell’orgoglio che la contraddistingue. «Anche se non ho vinto una medaglia a Londra - afferma l’atleta della Fiamme gialle - rimango comunque nella storia dello sport italiano: nessuno potrà ridimensionare l’impresa di Pechino».
Nessuno certo e allora, metabolizzato il grande dispiacere, perché non mettere nel mirino un pronto riscatto a Rio nel 2016?
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