Sicurezza
Acqua Village sfida la crisi e continua a investire
Da parco abbandonato a meta del divertimento: ogni giorno mille persone Marcello Padroni festeggia il ventennale puntando su accoglienza e animazione
CECINA. Vent'anni fa entrò in quel parco divertimenti ridotto praticamente all'abbandono. La società che lo aveva gestito nei suoi primi sei anni di vita era fallita sommersa dai debiti. Il rischio concreto, per Cecina, era quello di ritrovarsi al posto di un parco acquatico, il secondo costruito in Italia, una cattedrale di cemento e ferro di oltre 40mila metri quadri.
Marcello Padroni, imprenditore di Civitavecchia senza nessuna esperienza di gestione dei parchi divertimenti ma con uno spiccato senso degli affari, in quel 1992 vide in questa difficile situazione una sfida da vincere.
«Far rinascere un'esperienza ludica era difficile - spiega Padroni - i fornitori, che dalla precedente proprietà avevano subìto un danno economico, faticavano a darci fiducia. Altro problema non da poco era quello di far capire ai clienti che la gestione del parco era completamente cambiata».
Ripartendo da una baracca di lamiera adibita a ufficio, Padroni compie i primi investimenti per migliorare il parco. Piccoli passi, una gestione oculata delle risorse e il vecchio Acqua Park si rimette in moto. Oggi, vent'anni dopo, Acqua village waterparks (nome del brand che gestisce i parchi di Cecina e Follonica) è una realtà imprenditoriale radicata sul territorio. Il gruppo, solo a Cecina, dà lavoro a 80 persone, tutte residenti nel territorio limitrofo, e ha rapporti di lavoro con almeno venti aziende. E Acqua Village, in periodo di crisi economica globale, ha continuato a investire. «E continueremo a farlo, anche se per me il concetto di parco acquatico è già superato - spiega Padroni - può sembrare paradossale, ma in una visione moderna l'investimento del futuro è quello della tematizzazione. Il che significa trasformare un parco incentrato solo su scivoli e piscine in un vero e proprio villaggio tropicale con tanto verde, palme, animazione e giochi d'acqua».
Una trasformazione, da parco acquatico a villaggio del divertimento a 360°, iniziata nel 1994 con il primo importante investimento, la vasca idromassaggio. Nel 2002 arriva un nuovo scivolo, il twister. Nel 2007 è la volta della Fun Island e, lo scorso anno, l'investimento da oltre due milioni di euro per il super scivolo "Intrigo". Scivolo che ha permesso di vincere l'anno scorso il "Parksmania awards", l'equivalente degli oscar dei parchi divertimento.
«Il parco cresce e il premio è un riconoscimento a questo lavoro, ma necessita di uno staff dirigenziale preparato e professionale - conclude Padroni - stiamo cercando di migliorare i servizi e di investire non solo in marketing e attrazioni ma anche nella professionalizzazione del personale grazie a stage mirati, studio dell'accoglienza e dell'animazione». Azienda che, in periodo di crisi, riesce a portare ogni giorni almeno mille persone all'interno del parco. Spariti quasi totalmente i tedeschi, tra gli stranieri lo zoccolo duro è composto da olandesi, danesi e da qualche anno i russi. Tra gli italiani grande affluenza da Livorno, seguono a ruota fiorentini e pisani. I cecinesi? Al nono posto nei dati di affluenza, ma in grande incremento grazie agli abbonamenti a prezzi convenienti e alle convenzioni con associazioni del territorio.
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