Sicurezza
No trielina, il comitato torna all’attacco
Esposto uno striscione a Poggio Gagliardo. Trusendi: «Chiederemo un incontro in Regione»
MONTESCUDAIO. «Acqua alla trielina. Solo il colpevole deve pagare». Lo striscione è stato piazzato a Poggio Gagliardo sulla strada che porta al supermercato Dico. L'iniziativa parte dal comitato "No trielina" sull'onda dell'ordinanza firmata dal sindaco di Cecina Stefano Benedetti e che ha imposto la chiusura di sette pozzi privati a ovest della città. Un atto obbligato visto che il pennacchio della contaminazione da trielina si sta spostando dal comune di Montescudaio verso il mare. Con il rischio di contaminazione anche per l'acquedotto di Cecina.
«Ormai questa partita - commenta Yuri Trusendi, portavoce del comitato - non riguarda solo le famiglie che abitano a Poggio Gagliardo ma l'intera comunità. È bene che tutti prendano coscienza dei rischi che stiamo correndo. Inoltre vengono spesi anche tanti soldi pubblici visto che il Comune e l'Asa stanno trattando i pozzi non privati con i carboni attivi. Sono soltanto soluzioni tampone. Serve una bonifica».
Il comitato "No trielina" è nato circa un anno fa. A costituirlo 20 famiglie che abitano intorno alla zona dove è partita la sorgente d'inquinamento. E che non temono solo per la salute ma anche per le possibili ripercussioni economiche. «La Regione nel piano di bonifica - ricorda Trusendi - ha rilevato un perimetro. Dal momento che non è stato individuato il responsabile dell'inquinamento i costi della bonifica potrebbero essere addebitati a chi abita in questo perimetro ma che con la trielina non ha mai avuto niente a che fare. Chiederemo un incontro con l'assessore regionale all'ambiente».
In questi giorni la Regione ha potenziato intorno a Poggio Gagliardo l'impianto di bonifica "Pump & treat" allacciando al macchinario due nuovi pozzi. (r.b.)
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