Il Tirreno

Dai cenci di Prato al bagno del jet set

di Divina Vitale
Dai cenci di Prato al bagno del jet set

Così nel 1970 i fratelli Olmi inventarono la Tana del pirata In spiaggia o a tavola vip come Cassola, Clooney, Benigni

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CASTAGNETO. Dalla Prato che un tempo era legata all'eccellenza dei filati e della produzione tessile toscana a una marina deserta, che si guadagnava il suo posto nell'esclusività dei lidi della costa livornese grazie alla posizione, unica, tra le dune di una riserva naturale. Così i fratelli Olmi, Alberto, il maggiore e Mauro, hanno dato vita alla fine degli anni Sessanta a quello che oggi è considerato lo stabilimento più apprezzato dal jet set italiano e non. Meta di artisti, giornalisti e scrittori di fama. E' la Tana del pirata. E l'ispirazione nasce da Topolino, il giornalino. «Perché Paperon de’ Paperoni aveva il suo deposito - racconta Alberto - invidiato da tutti, e noi volevamo il nostro. Allora considerando che i pirati tengono i loro forzieri nei covi, nelle tane, è nata l'idea… ci siamo dati un nome di buon auspicio».

Confermando l’identità pratese hanno cominciato come "cenciaioli" assieme a un amico che però, già in quegli anni, suggerì ai fratelli di cercarsi un'alternativa per differenziarsi dagli altri imprenditori. E per caso capitarono proprio a Marina di Castagneto.

«Al tempo - continua - la Tana era solo un rudere tra le dune. Un luogo regalato dal conte Gaddo della Gherardesca al suo autista, Guido Giusti. Già nel suo progetto c'era la volontà di rilevare il rudere e trasformarlo in uno stabilimento con ristorante. Ma purtroppo morì prima. Così arrivò la nostra occasione, lo acquistammo e ci buttammo in quest'avventura. Avevo vent'anni. Fu inaugurato il 10 luglio 1970».

Assieme alle mogli, Sandra Bartolozzi e Sandra Bertazzi, hanno poi conquistato un bel posticino nel cuore della Maremma marittima. Da spaghetteria e pizzeria sul mare a ristorante di charme e prestigio. Chi può rimanere indifferente agli scorci che si godono dalla battigia della Tana? Scorci cari per esempio al grande Carlo Cassola che, attorno ai primi anni Settanta, amava recarsi in spiaggia prestissimo. «Arrivava alle sei con la sedia e si posizionava in riva al mare. Restava lì a osservare e poi a pranzo gustava rigorosamente pesce alla griglia. Nel '75 venne a intervistarlo, per la Rai, Enzo Biagi. Eravamo emozionatissimi». E negli ultimi anni sono tanti i volti noti che hanno trascorso vacanze o soste enogastronomiche nel ristorante degli Olmi: Harrison Ford, George Clooney, Roberto Benigni solo per citarne alcuni. Quei suggestivi ombrelloni di paglia scelti per gusto personale sono divenuti uno dei biglietti da visita prediletti dello stabilimento. Per quasi dieci anni gli imprenditori pratesi hanno diviso la loro attività tra estate al mare e inverno a Prato, dove dopo il tramonto del tessile si sono dedicati all'attività assicurativa che tuttora conducono.

Da 32 anni la Tana del pirata è diventato il loro rifugio, la loro attività di nicchia, di nicchia come il territorio che li ospita.

«All'inizio - conclude Alberto - c'erano i campeggi e poche altre strutture come La Zattera e lo Shangri-là, poi la zona si è sviluppata. Tuttora penso che l'imprenditore locale non creda abbastanza nella ricchezza che il territorio può offrire. Non si può pensare di fare i numeri. Il turismo è cambiato e sono cambiate le esigenze, non si predilige più la casa ma strutture che ti offrono un servizio completo a prezzi molto competitivi. Inoltre credo che non si progredisca abbassando i prezzi e svendendo tutto. Siamo in un luogo molto generoso di bellezza ma non valorizzato nelle sue potenzialità. Non si può chiedere solamente, dobbiamo essere più generosi anche noi».

E nel frattempo è già pronto un progetto di rinnovamento dello stabilimento con cabine più moderne e una zona dedicata al relax.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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