Il Tirreno

Spara a un cinghiale, uccide il suocero

di Alessandro De Gregorio
Spara a un cinghiale, uccide il suocero

Tragedia nella notte durante una battuta di frodo, un morto e un ferito. Giovane indagato per omicidio colposo

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RIPARBELLA. Cristian e il suocero erano seduti in un campo, nascosti dietro un albero. Fucili in braccio, visori notturni sugli occhi. Con loro un amico, disarmato. Tutti e tre aspettavano che da lontano spuntasse un cinghiale, in una notte di caccia proibita. Il cinghiale è comparso poco prima di mezzanotte. Loro si sono mossi. Cristian per primo, poi anche gli altri due. Qualche minuto dopo Cristian ha sparato. Ma non al bersaglio immaginato. Quelle ombre che si muovevano davanti a lui non erano animali: erano i compagni di battuta. Cristian ha esploso un colpo con il suo fucile automatico, un Breda a canna liscia. Le dodici palle della cartuccia sono andate quasi tutte a segno. Sette hanno colpito il suocero, uccidendolo. Una ha ferito l’amico a un ginocchio.

E’ avvenuto ieri notte nelle campagne di Riparbella, in località Fornace.

La vittima, Raffaelangelo Pisano, aveva 48 anni ed era un operaio della Sales. Abitava con la moglie e due figlie in località Rialto. Nella stessa casa da un po’ di tempo si era trasferito anche il fidanzato di una delle figlie: Cristian Piseddu, 28 anni. Originario di Orroli (Cagliari), Cristian da un paio di anni vive in questa zona e lavora in un campeggio di Marina di Bibbona.

Cristian e il suocero mercoledì sera erano usciti con i fucili e l’attrezzatura da bracconieri. Insieme a loro, ma solo come accompagnatore, c’era anche Mario Fara, pensionato di 67 anni.

Fara è stato ferito al ginocchio destro, medicato al pronto soccorso di Cecina e dimesso.

Per Pisano invece non c’è stato niente da fare. I soccorritori (medico del 118 e volontari delle Pubbliche assistenze di Cecina e Bibbona) hanno tentato di tutto per rianimarlo, ma invano. Uno dei sette pallini gli ha centrato un occhio, tre lo hanno colpito all’addome, uno a una gamba, uno si è conficcato sotto un’ascella. E uno, con ogni probabilità quello fatale, gli ha trafitto il cuore. Su disposizione del sostituto procuratore Massimo Mannucci, la salma di Pisano è stata trasferita all’istituto di medicina legale di Pisa, per la prevedibile autopsia.

La ricostruzione di quanto è avvenuto ieri notte è stata affidata ai carabinieri che, oltre a eseguire un paio di sopralluoghi, hanno sentito il giovane e il pensionato ferito.

A quanto pare il cinghiale che i tre stavano aspettando “al balzello” è uscito poco dopo le 23,30. Avvistato l’animale, che era a un’ottantina di metri, il giovane si è alzato e ha compiuto un percorso come per tagliargli la strada. Si è nascosto dietro un altro albero, calcolando che lì davanti sarebbe dovuto passare il cinghiale. Il guaio è che si sono mossi anche gli altri.

Stando dunque a questa ricostruzione, Pisano e Fara si sarebbero trovati sulla traettoria di Piseddu. Il giovane, scambiando la sagoma del suocero per quella della preda, ha premuto il grilletto. Raffaelangelo Pisano, colpito, è crollato a terra senza emettere un gemito. Fara invece ha urlato dal dolore.

Resosi conto di cosa era successo, disperato, il giovane ha preso il cellulare e ha telefonato un po’ a tutti. Alla madre, al 118, alla fidanzata. Era quasi mezzanotte.

I fucili (l’automatico di Piseddu e il semiautomatico di Pisano) sono stati sequestrati. Sia la vittima che il genero avevano il porto d’armi ma Piseddu, oltre che per omicidio colposo, è indagato anche per bracconaggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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