La protesta
Si guastano gli ascensori? Ci pensano gli infermieri
Boem (Fials) protesta: «Una scelta assurda dell’Asl, sembra una barzelletta Così si tolgono risorse al reparto mettendo a rischio operatori e pazienti»
CECINA. Gli infermieri del pronto soccorso diventano operai. Questo, secondo il sindacato Fials, l'assurdità a cui l'Asl 6 sta sottoponendo il personale infermieristico dell'ospedale cittadino. «In caso di guasti al sistema degli ascensori dell'intero ospedale - spiega Daniela Boem del Fials -, gli infermieri sono chiamati ad abbandonare il pronto soccorso, magari lasciando in attesa pazienti con problemi urgenti in attesa, per riattivare il sistema».
Per il Fials si tratta di un'assurdità, che «mette a repentaglio la sicurezza degli operatori della sanità, i quali certamente non hanno la formazione adeguata a interventi di tipo tecnico, e naturalmente non garantisce l'adeguata assistenza ai cittadini che si trovano a utilizzare il pronto soccorso».
Ma perché agli infermieri è stato affidato anche questo compito tecnico?
«Prima c'era una convenzione con una ditta - prosegue Boem - che in caso di guasti agli ascensori garantiva un intervento di urgenza entro un'ora. Ora, con il nuovo appalto, l'infermiere si trova di fatto a fare l'operaio. Se un ascensore di qualunque zona dell'ospedale si blocca, un infermiere del pronto soccorso deve andare nei locali tecnici e fare le tutte manovre necessarie per riattivare l'ascensore».
Singolare il fatto che sia proprio un operatore del pronto soccorso a doversi occupare di problemi tecnici della struttura sanitaria.
«Hanno scelto gli operatori del pronto soccorso - prosegue Boem - perché loro si occupano già dell'emergenza antincendio e quindi probabilmente l'Asl ipotizza che ci siano competenze particolari, invece è chiaro che questo personale sa come intervenire nelle emergenze sanitarie, non certo in quelle elettriche o comunque tecniche come può essere nel caso in cui vada in tilt il complesso degli ascensori».
Il Fials boccia in pieno questa scelta dell'Asl e sottolinea come sia l'ennesimo depotenziamento del pronto soccorso cittadino.
«Per noi questa storia degli ascensori è una barzelletta - va avanti Boem - vuol dire mandare un infermiere a fare il lavoro dell'operaio, esponendolo a evidenti rischi e togliendo risorse professionali al pronto soccorso, che già è in forte affanno visto anche che per l'estate l’Asl non ha previsto il potenziamento dell'organico con la terza unità medica che gli anni passati era attiva fino a mezzanotte».
I rappresentanti del Fials,per chiedere chiarimenti sulla vicenda, prima hanno scritto al direttore generale dell'Asl 6 Monica Calamai e ai responsabili Asl del servizio prevenzione e protezione. Poi, non ricevendo alcuna risposta, hanno inviato una lettera anche al responsabile dell'ospedale cittadino e a quello delle professioni sanitarie.
«Nel contestare dal punto di vista di metodo e di merito - ha scritto il Fials all'Asl 6 - il fatto che il personale sanitario debba intervenire in caso di blocco degli ascensori chiediamo l'immediata sospensione di questa disposizione». Il fatto è che a oggi «con il pronto soccorso in iperattività, e le code che aumentano - conclude Boem - ancora non abbiamo ricevuto risposte. Quindi in casi di emergenze del sistema elettronico degli ascensori ci chiediamo le conseguenze che potrebbero esserci per il pronto soccorso, con il personale impegnato altrove e casi urgenti da gestire».
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