Lutto
«Diversificare le attività per salvare gli ospedali»
CECINA. «La diversificazione delle specializzazioni mediche è l'unica strada per salvare i due ospedali di Cecina e Piombino». Lanciano un grido di allarme i sindacati confederali della sanità e...
CECINA. «La diversificazione delle specializzazioni mediche è l'unica strada per salvare i due ospedali di Cecina e Piombino».
Lanciano un grido di allarme i sindacati confederali della sanità e ribadiscono la necessità di studiare un percorso unitario che, prevedendo una suddivisione delle attività fra le due strutture sanitarie, permetta di tenerle in vita entrambe.
«A fine giugno - dice Paolo Camelli, della Uil sanità - abbiamo sottoposto il problema alla Regione, parlando con il nuovo assessore alla sanità Luigi Marroni, e anche con l'Asl 6 e la Conferenza dei sindaci. L'ente regionale si è preso tempo e a oggi non ci danno aggiornamenti».
L'idea di avviare una sorta di "spartizione" delle specializzazioni tra gli ospedali di Cecina e Piombino è condivisa da Cgil, Cisl e Uil, quest'ultima sigla sindacale ha addirittura elaborato un piano ben definito di suddivisione dei servizi.
«E' vero - dice Andrea Rizzini della Cisl sanità - che adesso c'è da capire come cambia la sanità sulla base del piano sanitario regionale, ancora da approvare, e della spending review. Ma importante è sapere che, per tenere in vita ambedue gli ospedali, si dovrà per forza diversificare, altrimenti è impossibile che restino attivi».
Dello stesso parere anche la Cgil: «L'assessore regionale - sottolinea Angela Ibelli, Cgil sanità - ha dichiarato che non si chiuderanno i piccoli ospedali e Cecina era in ballo, la discussione tra Regione e sindacati prosegue per capire cosa mettere dentro questo contenitore. La diversificazione è l'unica ipotesi possibile».(a.c.)
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