Sicurezza
L’ex salotto di Cecina è diventato simbolo del degrado
Il prato è secco e sporco, i marciapiedi rotti dalle radici Ghezzani: «Così è frustrante, penso di dimettermi»
CECINA. Un percorso a ostacoli, mattonelle dissestate, radici di pino che sbucano dall'asfalto. Ecco piazza Carducci, l'agorà proprio davanti al Comune.
Dovrebbe essere il salotto dei cecinesi, il biglietto da visita per chi arriva a palazzo civico, ma è diventata il simbolo del degrado.
Le radici dei pini a fianco dei vialetti che incorniciano la piazza hanno distrutto il fondo a mattoncini.
Ci sono radici scoperte e buche sui marciapiedi. Una passeggiata si trasforma in un pericoloso saliscendi. E per un giro in bicicletta servono doti da navigato slalomista.
Il prato davanti a palazzo civico è secco e rado. Qualcuno ha portato il cane a fare i bisogni, ma ha lasciato a casa sacchetto e paletta.
Il cestino trabocca di spazzatura e le panchine sono piene di scritte. Anche quello spazio che è stato ribattezzato piazza del Bambini e che si trova tra il Comune e le ex scuole Guerrazzi cade a pezzi.
Tutt'intorno ci sono le telecamere regalate all'ex giunta Pacini da Finmeccanica ma il degrado regna lo stesso: ci sono i murales a bomboletta, le bottiglie di birra abbandonate, cartacce.
L'amara realtà e che lo scenario rimarrà immutato a lungo. «Non ci sono soldi per questi interventi - dice l'assessore ai lavori pubblici Michela Ghezzani - stamani (ieri, ndr) ero nell'ufficio del sindaco. Sto pensando seriamente di rassegnare le dimissioni. A cosa serve un assessore ai lavori pubblici se per il patto di stabilità non si può spendere un euro? Per il vialetto della piazza ci sono già due preventivi nei cassetti: uno prevede l'asfaltatura colorata, l'altro il ripristino delle mattonelle» .
Qualcuno in mattinata ha spedito all'ufficio di Ghezzani una foto. Ritrae proprio il parco giochi di piazza Carducci. Per terra c'è un'altalena rotta. «Diventa difficile sistemare anche un gioco per bambini - continua l'assessore - ed è frustrante. Gli interventi che riusciamo a pianificare con i nostri operai vanno a buon fine ma la manutenzione straordinaria sta diventando un lusso».
Perfino sistemare il pratino su piazza Carducci è una corsa a ostacoli. «Abbiamo un giardiniere e mezzo a servizio» confida l'assessore.
E anche gli investimenti rischiano di rimanere un sogno nel cassetto.
«In questa legislatura abbiamo realizzato 65 opere pubbliche, una è in fase di progettazione, 12 in esecuzione e 5 a gara. Bene, terminati i lavori per queste cinque rimarremo fermi. Non riusciamo a pagare gli appaltatori. Un esempio? La ditta che ha asfaltato il viale della Repubblica in aprile sarà saldata a gennaio». (r.b.)
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