Il Tirreno

GALLELLI (IDV)

«Basta coi prelievi industriali dal fiume e dalla falda»

CECINA. Solvay deve attrezzarsi con un dissalatore, la falda non ne può più. E i sindaci e le Province si riprendano i pozzi utilizzati dall’industria. Questo chiede l’Idv di Cecina che annuncia di...

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CECINA. Solvay deve attrezzarsi con un dissalatore, la falda non ne può più. E i sindaci e le Province si riprendano i pozzi utilizzati dall’industria. Questo chiede l’Idv di Cecina che annuncia di presentare, al prossimo consiglio del 2 agosto, una mozione firmata dal capogruppo Michele Grosso.

«Siamo in piena emergenza idrica - scrive il segretario Giuseppe Gallelli - a causa della siccità e della chiusura di importanti pozzi per l'inquinamento al Fiorino. Più volte l’Idv ha sollecitato interventi mirati ponendo limiti agli enormi prelievi per usi industriali a cui è sottoposta la falda che rifornisce gli acquedotti civici. Per dare maggiore forza alla risoluzione dell'emergenza idrica presenteremo una mozione per salvaguardare il fiume e la falda da ulteriori emungimenti da parte di Solvay che dovrebbe, invece, attrezzarsi di tecnologia avanzata per dissalare l'acqua del mare. Da tempo l’Idv cecinese afferma che Solvay dovrebbe rifornirsi di acqua con apposito dissalatore, come d'altronde è stato prescritto per le necessità del nuovo porto di Cecina. Non è più rinviabile la nostra proposta di prescrizioni a Solvay. Chiediamo che sia portata al tavolo regionale di verifica dell'attuazione del protocollo d'intesa con Eti -Solvay che i sindaci e la Regione in questi giorni stanno sottoscrivendo».

Gallelli chiede quindi alla maggioranza e all'opposizione «di sostenere in consiglio questa nostra mozione. Da anni gli esperti climatologi prevedono anni di siccità e gravi difficoltà nell'approvvigionamento idrico sia per uso potabile che industriale. E invitiamo Solvay a utilizzare davvero "tutte le possibili azioni tecnologiche e gestionali mirate al risparmio delle risorse naturali ", come spesso dichiara, e non di dare come sua unica risposta alla crisi idrica attuale " la diminuzione delle ore lavorative effettuate"».

«Una corretta attività imprenditoriale - ricorda Gallelli - dovrebbe favorire la responsabilità economica, sociale e ambientale dell'impresa evitando che arrechi danno ai lavoratori e ai cittadini. L'industria è necessaria e utile, ma deve abituarsi a convivere nel territorio nel pieno rispetto del lavoro dei dipendenti e delle necessità vitali della popolazione e dei beni comunii. Né la costruzione dell'invaso di Puretta, né il progetto idro-S sono risolutivi. Ed è necessario che i sindaci e le Province di Livorno e Pisa prendano decisioni immediate. Non possono più evitare l'acquisizione, anche se temporanea, dei pozzi necessari e la tutela ambientale della località Casagiustri per le esigenze vitali delle popolazioni locali, anche in considerazione dell'odierna sentenza della Consulta da cui risulta che l'acqua è un bene pubblico essenziale e non può essere privatizzata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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