Gioco
Amianto nella scuola I genitori si tassano per pagare i controlli
Nibbiaia: stamani i prelievi chiesti dalle famiglie Ci saranno Asl e Procura. Incerti i tempi per la bonifica
NIBBIAIA. I genitori hanno deciso di autotassarsi per pagare i prelievi necessari per verificare la presenza di amianto all’interno della scuola e nel giardino.
Prosegue la vicenda della scuola materna “Finestra sul mondo” di Nibbiaia, in cui a metà del marzo scorso è stata scoperta la presenza di amianto. Tanto che il Comune ha poi deciso di chiudere la struttura educativa e “dirottare” alunni - circa settanta bambini - sulla scuola di Gabbro.
Le famiglie dei piccoli, che si sono rivolte all’Ona (Osservatorio nazionale amianto), hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica e, tramite il legale dell’Ona, hanno ottenuto di poter effettuare indagini di parte. «In verità il Comune - dice Antonella Franchi, portavoce delle famiglie - non ha mai fornito risposta alle nostre richieste di poter effettuare verifiche all’interno dell’edificio. È da maggio che lo chiediamo, ma non ci hanno fatto sapere nulla. Così a fine giugno, tramite l’avvocato dell’Ona Isabella Sardella, ci siamo rivolti alla Procura della Repubblica che ci ha accordato la possibilità di entrare a scuola e fare i controlli necessari. Naturalmente abbiamo fatto sapere ufficialmente al Comune questa decisione della Procura».
Il sopralluogo è in programma questa mattina alle 11, quando alle scuola “Finestra sul mondo” si incontreranno la portavoce del comitato dei genitori, la dottoressa Patrizia Verduchi (esperta di parte inviata dall’Ona, che effettuerà materialmente i prelievi), l’avvocato Sardella per conto della Procura di Livorno e tecnici dell’Asl 6. «Dovrebbero essere prelevati una decina di campioni - prosegue Franchi -, sia all’interno della scuola che nel giardino, per capire il livello di rischio morbigeno. È vero che il Comune, dopo aver fatto i suoi esami, ha ammesso la presenza di amianto, ma vogliamo avere anche un riscontro da controlli di tecnici incaricati da noi». «Faremo l’esame visivo e il campionamento sui terreni. L’obiettivo è non trovare alcuna presenza amianto», spiega la dottoressa Verduchi.
Una decina i prelievi che dovrebbero essere fatti stamani e che saranno pagati direttamente dai genitori. «Ci risulta che ogni prelievo - dice ancora Franchi - abbia un costo fra i 300 e i 400 euro. Le famiglie, pur di avere certezze sulle condizioni della scuola, hanno deciso di autotassarsi per pagare le spese dei controlli».
Intanto i genitori si interrogano sui tempi della bonifica dell’istituto educativo, che dovrebbe riaprire i battenti a settembre con l’avvio del nuovo anno scolastico. «L’obiettivo del Comune - dice Daniele Donati, assessore comunale all’ambiente - resta la bonifica della struttura. Il percorso per questo intervento sta proseguendo. La bonifica dai nostri rilievi sembra abbastanza semplice, si tratta di rimuovere uno strato di terreno. Ipotizzo tempi sufficientemente brevi, ma non so ancora se a settembre i bambini andranno a Castelnuovo o Gabbro».(a.c.)
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