La manifestazione
«Ecco come sono uscita dalla depressione»
Un mare di gente, applausi e commozione per Veronica Pivetti che ha presentato il suo libro d’esordio
CASTIGLIONCELLO. Tanta gente così non si vedeva da tempo. Sarà stata la curiosità per il personaggio, celebre per le fiction sulla Rai, e l'argomento "tabù" - la depressione - di fatto domenica pomeriggio le persone strabordavano oltre i tavoli e la fontana della Limonaia, dilagavano sulle scale, sotto gli alberi. Un pubblico attentissimo ha aspettato in silenzio che parlasse la compagna televisiva del Maresciallo Rocca e l'insegnante di "Provaci ancor prof", venuta a presentare il suo libro d'esordio "Ho smesso di piangere. La mia odissea per uscire dalla depressione". Finchè Veronica Pivetti, jeans a zampa e scarpe da tennis, collane e anelli indiani, ha iniziato come un fiume in piena, travolgente e simpatica. La sua passione per la lettura cominciata da "I Buddenbrook", proseguita con "Madame Bovary" - il libro preferito - fino alla conduzione della trasmissione "Per un pugno di libri". «La lettura è sorella dell'orgasmo, solo è più dilatata», ha asserito l'attrice, che porta sempre con sé un libro. I cani sono l'altra grande passione (non a caso la Mondadori all'inizio le aveva proposto un libro sugli animali): «vivo per i miei due cani, li adoro anche se qualcuno sicuramente dirà "poveraccia!». Poi Gloria De Antoni, curatrice degli Incontri con l’autore, ha introdotto il tema tanto atteso: la caduta nel pozzo della depressione. La cura per la tiroide sbagliata, il pellegrinaggio da un medico all'altro, l'abbrutimento nel pessimismo - «mi lavavo solo quando andavo sul set, per il resto ero sporca e impresentabile, per un anno e mezzo ho messo lo stesso golf» - la vicinanza dell'amica divenuta socia, il lento cammino verso il recupero. «Sono grata alla depressione per avermi fatto fare un percorso - ha ammesso - la psicoterapia andrebbe introdotta nelle scuole perché serve a tutti». L'attrice ha conquistato il pubblico con la sua umanità, franchezza e libertà dai pregiudizi. «C'è un pudore assurdo e retrogrado verso la depressione - ha detto - ne parliamo poco e siamo indietro con la psiche. Invece chi prende psicofarmaci non è matto, si cura». Applausi e qualcuno che soffre lo stesso male ha trovato la forza di parlarne pubblicamente.
Federica Lessi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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