Sicurezza
Ecco Casa Mimosa spazio per i disabili
Inaugurati i locali accanto alla Pubblica assistenza Qui chi ha un handicap fa esperienze di vita autonoma
CECINA. Andare a fare la spesa, preparare la cena, tenere pulite le stanze. Tutti gesti legati alla vita quotidiana. Una quotidianità che per le persone con handicap fisico o psichico non sempre è facile organizzare. Per aiutare i disabili a intraprendere un percorso di vita indipendente è nata Casa Mimosa, una struttura residenziale realizzata dalla Pubblica assistenza di Cecina in piazza Alessandrini e messa a disposizione della Società della Salute.
Ieri pomeriggio, alla presenza del sindaco Benedetti, dei rappresentanti del Rotary club di Cecina, il presidente Uisp, c’è stata l’inaugurazione ufficiale di quella che per i disabili rappresenta una “palestra per la vita”. Si tratta di un appartamento, all’interno del quale vengono ospitate ogni pomeriggio alcune persone adulte con handicap.
A organizzare le attività all’interno della casa il Comitato Unitario Handicap di Cecina e l’associazione Nonsiamosoli di Rosignano. Una sinergia importante che già da un anno ha portato numerosi disabili ad utilizzare Casa Mimosa. «La struttura è nata quando la Pubblica assistenza - spiega Nunzia Proietti, presidente Comitato unitario handicap - ha ampliato i suoi spazi. Da questo intervento, grazie ad alcuni fondi regionali, sono nati gli spazi per Casa Mimosa». Fondi che però sono terminati alcuni mesi fa, tanto da far temere l’interruzione del servizio. Così non è stato, perché le famiglie degli ospiti hanno deciso di autotassarsi pur di dare ai loro cari la possibilità di “spiccare il volo” verso una vita indipendente. «Vogliamo ringraziare - dice Proietti - i soggetti che hanno contribuito a far restare aperta Casa Mimosa, Rotary club Cecina, Coop, Uisp. Un ringraziamento anche a chi ha dipinto la targa con la mimosa che è stata affissa alla struttura».
Tanti i progetti in cantiere per gli ospiti di Casa Mimosa. «Sono disabili adulti - prosegue Proietti - che sono ospiti nel pomeriggio, vanno a fare la spesa, preparano la cena, addirittura una sera hanno invitato il dottor Lucchesi. In futuro sono in programma anche alcune uscite». Insomma, l’intento è rendere la vita di questi soggetti con handicap il più autonoma possibile. «Per noi - termina Proietti - è molto importante mantenere questo spazio, perché il domani di queste persone si costruisce oggi. Gradatamente pensiamo anche di poter avviare un percorso di residenza notturna». (a.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
