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Psi e Italia futura: «Teniamoci il giudice di pace»

Psi e Italia futura: «Teniamoci il giudice di pace»

Bechini lancia un appello agli undici sindaci del territorio Barrella si allarga a Piombino, San Vincenzo e Campiglia

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CECINA. La battaglia per salvare il tribunale di Cecina dalla mannaia del governo è in corso a colpi di firme, prese di posizione, appelli e inviti al ripensamento. Una battaglia con prospettive così e così, considerando l’inflessibilità degli interlocutori che siedono al Governo. Ma il giudice di pace, ecco, quello lo si può salvare: basta che i Comuni si accollino le spese. Psi e Italia futura puntano forte su questa possibilità. Lanciano un appello ai sindaco, anzi ai sindaci. Tanti sindaci.

«Se si ragionasse finalmente in termini di consorzio - dice Alessandro Bechini (Psi) - tra gli undici comuni che fanno riferimento al giudice di pace di Cecina, ovvero i dieci della Bassa Val di Cecina più Sassetta, i costi potrebbero essere ripartiti in maniera proporzionale e il personale necessario (non più di 4-5 unità) distaccati in quella sede senza aggravi per i Comuni. Noi chiediamo ai sindaci di prendere in seria considerazione questa possibilità che con un costo molto contenuto garantirebbe la permanenza sul nostro territorio di un servizio fondamentale per tutti i cittadini. Dopo la raccolta delle firme, le lettere e tutte le lodevoli prese di posizioni che ci sono state in questi giorni, ci aspettiamo che seguano adesso i fatti necessari per dimostrare che davvero c'è una volontà politica forte per mantenere questo ufficio sul territorio. I tempi per la proposta sono molto stretti, entro il 9 settembre. Meglio cominciare a muoverci».

Si muove sullo stesso piano Italia futura, che però va oltre: Gaetano Barrella suggerisce infatti di estendere la competenza a San Vincenzo, Campiglia, Piombino.

Il direttore di Italia futura ricorda che «i Comuni intenzionati al mantenimento delle sedi del giudice di pace già costituite dovranno assumersi ogni onere a eccezione di quelli relativi alla formazione. La struttura di Cecina è nuova e, cosa più importante, la proprietà è del Comune. Visto tutto quello che è stato speso e quanto ancora resta da pagare, queste cifre esorbitanti saranno almeno in parte giustificate dall'eventuale mantenimento di parte degli uffici per i quali è stato a suo tempo fatto l'esproprio. Attualmente il Comune di Cecina paga tutte le spese di mantenimento (acqua, luce, riscaldamento ecc.), anche se, attraverso rimborsi e/o sgravi, una parte molto piccola delle spese sostenute vengono rimborsate dal ministero. In caso di mantenimento dell'ufficio, tali spese dovrebbero essere divise tra tutti i comuni e ciò comporterebbe addirittura un abbattimento delle spese per Cecina».

«La sede di Cecina - prosegue Barrella - prevede come da pianta organica 5 addetti, di cui uno con la qualifica di funzionario. Questi costi sarebbero a carico degli enti locali mentre il funzionario dovrebbe restare a carico del ministero. Ciò abbatterebbe ulteriormente i costi per gli enti locali: a conti fatti 11 o più comuni avrebbero a carico esclusivamente i 4 impiegati. In questa fase di riorganizzazione potrebbe essere utile valutare la possibilità di un allargamento della competenza territoriale prevedendo l'accorpamento di San Vincenzo, Campiglia e Piombino. La scelta sarebbe degli enti locali, gli eventuali accorpamenti sono già previsti dalla legge previo rilascio di nullaosta». Salvare il giudice di pace, ricorda Barrella, significare «poter continuare a esercitare il proprio diritto di adire un giudice per l'opposizione. La chiusura invece determinerebbe una contrazione dei diritti costituzionali dei soggetti-cittadini, in quanto tra pagare la sanzione e perdere giornate per iscrivere il ricorso nella sede di Livorno, i cittadini preferiranno il pagamento della sanzione che diventa economicamente più favorevole. Altro vantaggio deriva dalla cosiddetta volontaria giurisdizione: una certificazione di autenticità della propria firma, una perizia giurata, una traduzione giurata, un atto di notorietà. Quando l'ufficio della sede distaccata di Cecina chiuderà, i cittadini, che avevano questi servizi al solo costo della marca da bollo, saranno costretti a pagare cifre che possono variare da 250 euro a 500 euro».

Barrella annuncia che Italia futura chiederà a tutti i sindaci interessati un incontro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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