Il Tirreno

COMITATO BENI COMUNI

«Il dissalatore è l’unica soluzione»

«Il dissalatore è l’unica soluzione»

Fiore: «Ecco quanto spende davvero Solvay per acqua e sale»

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ROSIGNANO. Ma quali costi di produzione? Il Comitato beni comuni contesta le affermazioni della Solvay, ribadisce che «il dissalatore è l'unica soluzione concreta per la salvaguardia del nostro territorio, della nostra salute e dei posti di lavoro»; e chiede che, alla luce della chiusura di altri 7 pozzi a Cecina, le autorità pubbliche requisiscano immediatamente i pozzi a uso industriale, necessari per poter fronteggiare la situazione.

«Nonostante la crisi - scrive Danilo Fiore - i profitti Solvay sono alle stelle perché la multinazionale belga non paga praticamente niente né l'acqua né il sale. Ce li fanno pagare a noi in termini di salute e di bollette, per non parlare di un territorio che sprofonda privando di valore tutte le abitazioni e gli insediamenti produttivi che ospita. Solvay dichiara che il dissalatore farebbe salire i costi di produzione di 9 volte. Anche prendendo per buoni i dati da loro diffusi - molti pozzi non hanno contatori pubblici e comunque quei dati sono contestati anche da studi accademici - e appurato che nove volte niente fa sempre niente, i dirigenti Solvay non vogliono dire quanto vale il nostro diritto alla salute. Se lo facessero, la gente gli si rivolterebbe contro».

«E allora - aggiunge Fiore - lo diciamo noi in base ai loro dati, oltretutto parzialmente errati. Attuali concessioni Solvay: acqua mezzo centesimo di euro per metro cubo (stima da pag. 2, in Regione forse non lo sanno nemmeno); sale 88 centesimi per tonnellata (art. 15 contratto Monopoli-Solvay). Quindi, moltiplicando per 9 (che sarebbe tutto da dire) e facendo la differenza, il nostro diritto alla salute vale per l'acqua 4 centesimi/mc e per il sale 7 € /tonnellata».

«Ai cittadini invece - prosegue Fiore - l'acqua la fanno pagare oltre 4 euro al metro cubo (ed è pure inquinata), il sale intorno ai 700 euro a tonnellata (prezzo al supermercato). Circa 800 volte in più! Ancor più grave che, in proporzione, l'attuale canone del sale pagato da Solvay sia di gran lunga inferiore a quello stabilito nel 1956 a 210 lire/tonnellata. Grazie Solvay e soprattutto grazie a quei politici che gli permettono di fare come gli pare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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