Il Tirreno

«Venga a vedere il nostro tribunale»

«Venga a vedere il nostro tribunale»

Il sindaco invita a Cecina il ministro Severino: «Si renderà conto che non è giusto tagliare sedi come questa»

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CECINA. Dopo aver scritto un po’ a tutti, Napolitano compreso, il sindaco ci prova con il ministro di ferro, quella Paola Severino che non sente storie quando qualcuno tenta di dissuaderla. E sulla riforma della geografia giudiziaria la Severino si mostra particolarmente decisa. Avanti a testa bassa nella crociata montiana anticrisi, convinta che svuotare tutte le 220 sezioni di staccate di tribunale (e gli uffici di giudici di pace, e molte procure) sia cosa buona e giusta. Stefano Benedetti però è convinto che ci siano ancora margini. Così il sindaco invita il ministro a venire personalmente a Cecina a toccare con mano quel tribunale che lei vorrebbe cancellare.Ci spera, Benedetti, e lo scrive pure in chiusura della lettera, che attacca così: «Ministro Severino, ci rivolgiamo a lei con fiducia e nella piena consapevolezza dei problemi che ha oggi il nostro Paese e che portano all'esigenza di ridurre la spesa pubblica. Concordiamo perciò sulla necessità di dover procedere a livello nazionale a una riorganizzazione e razionalizzazione della spesa per l'amministrazione della giustizia, ma riteniamo sia ingiusto procedere per tagli lineari senza valutare caso per caso, contestualizzandoli, i dati di efficienza e le singole realtà. Avevamo recepito che i tagli da lei proposti e ratificati dal consiglio dei ministri fossero motivati piuttosto dall'esigenza di rendere più efficiente il "sistema giustizia" che dalla necessità di ridurre le uscite in un'ottica di mera revisione dei costi. Per questo riteniamo profondamente ingiusto che il decreto legislativo di revisione delle circoscrizione giudiziarie della Giustizia in merito alla riduzione dei tribunali medio piccoli preveda anche la soppressione della sede distaccata di Cecina del tribunale di Livorno. Per cui, in nome della cittadinanza di Cecina e nella consapevolezza di esprimere anche le ragioni delle municipalità limitrofe, appartenenti alle province di Pisa e di Livorno, la invito a voler visitare la nostra città e la sede distaccata del tribunale».

«Essa infatti - prosegue Benedetti - possiede tutti i requisiti e risponde ai parametri richiesti per il suo mantenimento, come abbiamo già avuto modo di riferire al presidente della Repubblica sulla base dei criteri guida dettati dal Ministero. Il tribunale di Cecina copre un bacino d'utenza di 11 comuni che hanno un'estensione territoriale di 658,73 kmq e una popolazione residente di 82.877 abitanti la quale, nel periodo estivo, supera le 300mila unità. Inoltre l'edificio è di proprietà dell'amministrazione che provvede anche alla sua manutenzione e sicurezza, e vi ha già investito notevoli risorse. Realizzato alla fine degli anni Novanta con criteri antisismici, è una struttura efficiente e funzionale, collocata in posizione strategica rispetto alle grandi vie di comunicazione».

« Dai dati oggettivamente riscontrabili nelle statistiche - va avanti il sindaco - si evince una particolare efficienza del personale, magistrati togati e onorari e di cancelleria, sia per le cause civili che per i processi penali: il livello di produttività è infatti tra i più alti, in Italia, al punto di consentire la definizione non solo di tutti i processi penali in corso, ma anche di gran parte dei pendenti in precedenza. Stesso alto rendimento si riscontra per il carico civile. Molto ampio è il bacino di professionalità che ruota attorno a esso: oltre a più di 130 avvocati vanno considerati i periti che vengono nominati consulenti tecnici del giudice: commercialisti, ragionieri, geometri, ingegneri ecc. Si tratta di un importante indotto, da non dimenticare».

«Per questo - conclude - la invito a visitare la nostra città è la sede distaccata del tribunale che, per tutti gli aspetti da me esposti, si rivela un presidio giudiziario efficiente e di notevole importanza per numeri, bacino di utenza e aspetto logistico. Avrà così modo di constatare personalmente la sua importanza e la legittimità delle nostre richieste».

Intanto negli uffici di via Landi si lavora con la prospettiva di chiudere tutto nel giro di un anno o due. C’è fatalismo, anche una certa rassegnazione.Lapidario il commento del giudice Antonio Del Forno: «Credo che la riforma verrà portata a termine, magari con qualche eccezione rappresentata dalle insularità». Come dire: se fra le tre sezioni distaccate del tribunale livornese ce n’è una che può sperare qualcosa è solo quella di Portoferraio. Per Piombino e Cecina il destino sembra segnato. Ma la battaglia non è finita. La stanno conducendo tutte le forze politiche del territorio, i promotori di una petizione, le organizzazioni degli avvocati. E il sindaco, che tenta quest’ultima carta. (a.d.g.)

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di Redazione Pisa