Il Tirreno

«Stop ai prelievi della Solvay»

«Stop ai prelievi della Solvay»

La lista civica Ipc rilancia l’allarme dopo la chiusura di altri pozzi per l’inquinamento

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MONTESCUDAIO. Serve un piano di area vasta ma soprattutto bisogna che Solvay riduca i prelievi di acqua. E’ in sintesi la posizione della lista Insieme per cambiare che interviene a proposito del nostro articolo di ieri sulla chiusura di altri sette pozzi privati da parte del sindaco di Cecina. «Le nuove drammatiche notizie - scrive Ipc - sulla chiusura di alcuni pozzi per l’inquinamento generato dalle attività industriali a Poggio Gagliardo con conseguente sversamento di trielina ci portano a domandarci alcune cose: in primis a questo punto è lecito domandarsi se le attività di contenimento dell’inquinamento predisposte dalla Regione siano efficaci o non si stia spendendo un’enorme quantità di soldi pubblici senza ottenere risultati adeguati. Ma la lezione più importante che dovremmo trarre da questo è che non possiamo limitarci ad agire per contrastare goffamente ogni singola emergenza. É necessario agire con un piano di area vasta. Il motivo dell’emergenza non è da ricercarsi in un aumento delle sostanze inquinanti ma nella riduzione dell’acqua che ne aumenta la concentrazione e quindi fa superare i limiti. Il problema idrico è aggravato dai cambiamenti climatici, questione su cui possiamo fare ben poco, ma non possiamo fare a meno di notare come gli emungimenti per uso industriale da parte della Solvay siano diventati ormai insostenibili e quindi si debba trovare una soluzione che ci permetta di agire nel breve periodo. La soluzione può andare in due direzione: o una riduzione dei prelievi, che appare l’unica praticabile nel brevissimo periodo, o un aumento delle riserve idriche (unica soluzione che permette di salvaguardare anche l’industria). Soluzioni di limitata efficacia come l’invaso di Puretta non faranno che peggiorare la situazione. La Regione deve prendere in mano la situazione».

Poi un’ultima osservazione: «Visto che di recente ai margini della zona inquinata sono stati effettuati movimenti terra di notevole entità per la realizzazione di un distributore di carburante ci domandiamo se nella zona non sia il caso di bloccare completamente ogni ulteriore sviluppo edilizio visto che le realizzazioni già effettuate hanno determinato notevoli problemi nell’attività di bonifica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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