Il Tirreno

L’inquinamento si sposta verso il mare

di Alessandro Bientinesi
L’inquinamento si sposta verso il mare

Trielina nelle falde: il sindaco estende il divieto nella zona ovest, chiusi con un’ordinanza altri sette pozzi privati

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CECINA. Nel 2004 l'ex sindaco Pacini aveva vietato l'uso dei pozzi nella zona a nord e a est della città. Da ieri, con un'ordinanza firmata nel tardo pomeriggio dal sindaco Stefano Benedetti, l'area viene allargata anche verso ovest. L'inquinamento delle falde si muove verso il mare.

L'acquedotto di Cecina, e questa non è una novità, è minacciato dalla trielina di Poggio Gagliardo. La brutta notizia è che il "pennacchio della contaminazione", anche a causa della grande siccità, si sta muovendo sempre più velocemente verso la zona mare. Uno spostamento del quale lo stesso Benedetti aveva parlato in Regione ad aprile ma che evidentemente preoccupa sempre di più, tanto da allargare l'area del divieto.

«Lo spostamento del pennacchio della contaminazione ci preoccupa - spiega Benedetti - per quanto riguarda i pozzi pubblici, gestiti da Asa, da aprile sono state adottate le contromisure, come l'adozione di impianti di depurazione a carboni attivi, e sono iniziate da parte del comitato tecnico le procedure per monitorare l'andamento della situazione. L'ordinanza di oggi però riguarda i pozzi privati situati nella zona ovest della città e la decisione è frutto anche di quanto ci hanno consigliato comitato tecnico, Regione, Asa, Asl e Arpat».

Più esattamente l'area nella quale non sarà possibile utilizzare almeno sette pozzi per scopi idropotabili è quella delimitata, verso ovest, da via della Pinetina (al confine con lo Zuccherificio). A nord il divieto è esteso fino all'argine del fiume mentre a sud è delimitato dalla congiuntura tra via della Pinetina e viale della Repubblica. Il quarto lato, verso est, che chiude il quadrato in cui sarà off-limits l'utilizzo dei pozzi privati è quello a ridosso della ferrovia, a due passi dal centro cittadino. Le falde a rischio inquinamento dunque si allargano ancora di più. L'ordinanza del 2004 infatti riguardava via Curtatone, via Grottini, via Fittovecchio e largo Primo maggio a nord. A ovest il divieto era tra corso Matteotti, via Napoli, via Vico, via Corsini, via Pasubio fino all'incrocio con via Montegrappa.

«Nei giorni scorsi ho parlato con Asa e stanno facendo delle verifiche per capire se la zona tra via Torres e via Pasubio possa essere nuovamente utilizzata, ma per ora non ci sono conferme - spiega ancora il sindaco - quest’ordinanza ovviamente è una misura cautelare ma il problema, aggiunto a quello della forte siccità, non può essere trascurato. Quella che dobbiamo affrontare, tra inquinamento delle falde e diminuzione drastica delle precipitazioni, è una vera emergenza che necessita di misure e interventi urgenti». Anche perché, come confermato mesi fa da Arpat, il diverso pompaggio nella falda inquinata di Poggio Gagliardo sta facendo migrare verso ovest la contaminazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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