Il dolore
Flop della Capannina il Comune pronto a chiedere i danni
L’acquirente ha ufficialmente disdetto l’impegno Palazzo civico studia le carte per un risarcimento
ROSIGNANO. Ora è ufficiale: salta la vendita dell’ex ristorante La Capannina, storico immobile sulla passeggiata di Castiglioncello di proprietà del Comune e più volte messo all’asta. L’acquirente, la società di Marco Balducci & C. con sede a Milano, ha risposto ad una lettera inviata la scorsa settimana da Palazzo civico, comunicando ufficialmente la disdetta dell’affare. Un duro colpo per l’amministrazione comunale: si è perso un introito da 320mila euro, ma soprattutto ci si dovrà mettere nuovamente al lavoro per vendere l’edificio. Per questi due motivi, come afferma Luca Simoncini assessore al patrimonio, «gli uffici stanno studiando la normativa, perché di sicuro c’è stato un danno nei confronti dell’ente».
L’affare. L’affare in questione era decollato nell’aprile scorso. Attraverso una trattativa privata, come permesso dalla legge in caso di asta deserto, ecco che si era fatto avanti una società intestata a Marco Balducci, tra l’altro amministratore delegato della Verbatim Italia (settore informatica) e figlio di Luciano Balducci, ex ingegnere Solvay residente a Rosignano. L’affare, determina comunale alla mano, era andato in porto per 321mila euro e spiccioli. Ma poi cosa è successo? «Che al momento di presentarsi dal notaio - spiega Simoncini - per le firme sul contratto ecco che non si è visto nessuno. Così, dopo voci e rumors su un possibile dietrofront da parte di Balducci sull’acquisto dell’immobile, ecco che abbiamo inviato all’indirizzo della sua società una lettera per avere una risposta certa». Risposta che è arrivata ieri: Balducci non è più interessato ad acquisire l’edificio.
Le mosse del Comune. E ora il Comune cosa intende fare? «Di sicuro c’è stato un danno - dice Simoncini - e gli uffici stanno studiando come muoversi». Ma c’è qualcosa di firmato, visto che nessuno si è presentato dal notaio? «Certo, è stato sottoscritto l’impegno preliminare d’acquisto, da cui è scaturita la determina che certificata l’entrata di quella somma. Personalmente sono molto deluso dall’atteggiamento di questo compratore, che non si è certo dimostrato serio. Il Comune, a causa di questo comportamento, ha perso soldi e sopratutto tempo, visto che ad aprile c’era anche un altro potenziale acquirenti. E poi ci dispiace perché l’ufficio patrimonio si sta impegnando a fondo per ridare slancio a Castiglioncello».
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