Gioco
«Ero un uomo finito, mi hanno salvato la fede e la famiglia»
Il gioco, i debiti, le finanziarie, le rapine. E poi il carcere. Intervista a Roberto Ridi, che da ieri è tornato in libertà
Una giornata di sole. Il traghetto che si allontana da Porto Azzurro, la scia bianca sull'acqua, il volo dei gabbiani. E in tasca un biglietto di solo andata. Per casa. La prima giornata da uomo libero di Roberto Ridi sembra uscire da una cartolina degli anni Settanta. Ieri l'ex consigliere comunale di Castagneto, 68 anni, ha ricevuto nel carcere elbano la notifica del tribunale di sorveglianza: sospensione della pena e affidamento ai servizi sociali. Il tempo di rientrare nel penitenziario verso le 10.30 (aveva ottenuto 5 giorni di permesso) e di uscire mezz'ora dopo. Stavolta per sempre. Trascorrerà il resto della pena a casa. La condanna, con i benefici, dovrebbe scadere a fine 2014. Ridi venne arrestato il 10 giugno 2010 per aver rapinato con una pistola scarica gli uffici postali di Casale e Ponteginori e per tre colpi andati male (due a Quercianella e uno a Gavoranno). Colpa del gioco d'azzardo e di un buco di decine di migliaia di euro. Oggi si sente un uomo nuovo e sogna di ripartire dalla famiglia. «Voglio riconquistare l'affetto di chi non mi ha abbandonato in questo calvario. Da oggi sarò solo un pensionato e un nonno». La versione completa dell’intervista sul giornale oggi in edicola.
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