La manifestazione
Tra le onde l’immagine della vergogna
Cecina: trovato sulla Bau beach un cane morto, intorno al collo della povera bestia una catena legata a un blocco di cemento
CECINA. Nessuno saprà mai quale fosse il suo nome, la sua età, se abbia mai corso accanto a un padrone. E se abbia avuto il tempo per provare quel sentimento che in uno sguardo si trasforma in legame indissolubile. Sappiamo solo che era un maschio. Un cane maschio.
L'hanno trovato domenica mattina, verso le dieci, mentre la risacca delle onde schiaffeggiava la sua carcassa a destra a sinistra. Chissà da quanto tempo. Negli occhi di chi l'ha recuperato, oltre alle lacrime, resta solo la rabbia per una fine così violenta, così cattiva e che non trova spiegazioni.
Un cane adulto, un meticcio a pelo corto bianco, forse un incrocio con un rottweiler. Aveva una catena intorno al collo fissata a una corda di nylon.
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All'altra estremità la fune era legata a un cellublok, uno di quei grandi mattoni che vengono usati per costruire i palazzi. Il peso era in mare, a fondo, e il corpo dell'animale si muoveva sotto la cadenza delle onde. Gli occhi velati dalla permanenza prolungata in acqua, il ventre gonfio, le zampe piegate.
Ironia della sorte, è stato ritrovato sulla spiaggia della "Bau beach". Uno spicchio d'arenile, in località Casermette a Marina di Cecina, dove chi ama i cani può sbizzarrirsi in tutta tranquillità senza il timore di una multa. Sono stati i bagnanti ad avvertire i vigili urbani intorno alle dieci. «L'animale era ancora in mare - racconta l'agente Armando Ore - stava sbattendo sulla battigia spinto dalle onde. Era legato a un mattone sott'acqua. È stata una scena straziante: c'erano tante persone intorno alla carcassa, molte piangevano. Lo abbiamo preso e trascinato a riva».
I vigili non hanno trovato né microchip né tatuaggi sul corpo. Nessun modo per identificarlo e soprattutto risalire a un proprietario. Forse a chi lo ha ucciso. Un fantasma, un cane rifiutato, in mezzo ad altri tanto amati. I vigili urbani hanno consegnato l'animale ai veterinari dell'Asl e alla ditta Petracchi di Livorno che si è già occupata dello smaltimento della carcassa.
«I veterinari non ci hanno comunicato niente - dice Ore - ormai, visto che sono passati tre giorni, penso che non ci saranno novità. A quanto ci risulta non è stata disposta neanche l'autopsia».
Su cosa possa essere accaduto al cane restano solo le ipotesi. «E' probabile che qualcuno se ne sia voluto sbarazzare, forse perché creava problemi - dice Ore - così lo ha legato a un mattone e lo ha fatto affogare. Poi la libecciata dei giorni scorsi ha riportato i resti sulla spiaggia alle Casermette. Potrebbe essersi anche trattato di un dispetto a qualcuno, uno spregio».
Solo l'autopsia avrebbe invece chiarito se chi si è sbarazzato del meticcio lo ha abbia fatto quando era ancora in vita. Nessun collegamento coi due cani trovati morti in Collinaia a Livorno. L'animale rinvenuto a Cecina aveva il ventre pieno d'acqua ma non aperto come quello dei due livornesi.
Le immagini del meticcio sulla spiaggia, gonfio e livido, ancora con il collo legato al mattone, hanno fatto il giro di Facebook. Decine le condivisioni delle foto, centinaia i commenti. Tutti di denuncia, sgomento, rabbia per una fine così crudele. La polizia municipale lancia un appello a chiunque identifichi nelle immagini un cane conosciuto: non esiti a contattare i vigili per denunciare chi ha commesso un'azione tanto vile.
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