Sicurezza
L’ex consigliere a un passo dalla libertà
Ridi, da due anni in carcere per rapina, dopo i primi permessi attende ora la decisione del tribunale di sorveglianza
CASTAGNETO. Si sente già in fondo al tunnel, fuori dal buio pesto e a un passo dalla luce vera. Anche se l'ultima parola deve ancora pronunciarla il presidente del tribunale di sorveglianza. Quella parola è attesa per oggi o al massimo domani. Se sarà un «sì», la vita di Roberto Ridi potrebbe davvero ricominciare daccapo a 68 anni, gli ultimi due dei quali trascorsi dietro le sbarre.
L'ex consigliere comunale di Castagneto che nella primavera del 2010 si trasformò in goffo rapinatore ieri è comparso a Firenze insieme al suo avvocato «e amico» Enrico Marinai, che alcune settimane fa aveva presentato due istanze: una per la sospensione della pena e una per l'affidamento in prova ai servizi sociali.
Il presidente del tribunale fiorentino si è riservato di decidere. Ma ci sono concrete possibilità che Ridi torni davvero alla propria vita: si sono infatti espressi favorevolmente il pubblico ministero, le assistenti sociali e pure la polizia (parere obbligatorio quest’ultimo visto che all'epoca delle rapine c'era di mezzo una pistola, scarica ma pur sempre una pistola).
Un assaggio di libertà intanto lui è riuscito a ottenerlo. All'inizio del mese scorso ha usufruito di un primo permesso di tre giorni e ieri ha consumato il secondo, stavolta di cinque giorni. L'occasione per conoscere il nipotino appena nato, di riabbracciare la moglie, la figlia, gli amici.
Anche se la famiglia non lo ha mai lasciato solo. La moglie Donatella non si è persa un colloquio né alle Sughere né dopo, a Porto Azzurro, dove Ridi era stato trasferito insieme a molti altri detenuti perché il carcere livornese stava andando a pezzi.
E poi questo secondo permesso ha costituito anche l'occasione per presentarsi, da uomo temporaneamente libero, davanti al giudice. Stamani Ridi dovrà rientrare nella sua cella elbana, ma potrebbe essere l'ultima traversata che compie insieme agli agenti della polizia penitenziaria.
«Sono un uomo provato ma sereno e sogno di tornare a casa, adesso sento di avere la forza per andare avanti». Questo scrisse a gennaio in una lettera inviata al Tirreno, questo ripete oggi. A bassa voce, un po’ per scaramanzia e un po’ per non turbare la riflessione del magistrato.
Nel suo futuro non c’è più l’impegno politico, e questo a prescindere dall’interdizione. Il pensionato Ridi ricomincerà dall’affetto dei suoi cari, dal minimarket di Marina ma soprattutto dall'attività di volontario alla Misericordia di Castagneto e dai corsi all'Ancora, l'associazione di Follonica che si occupa del recupero dalle dipendenze dal gioco. Perché tutta questa storia nasce dal gioco, da un accumulo di debiti. Un “buco” che Ridi, due anni fa, pensò di azzerare nel modo più radicale e sbagliato che conoscesse: facendo rapine. Una decisione clamorosa considerando anche la personalità mite dell'allora consigliere comunale del Pdl, un uomo tutto casa, negozio, famiglia e impegno politico. Ma Ridi non era fatto per indossare i panni di Vallanzasca e lo dimostrò durante la sua breve carriera criminale. Un cappellino da baseball, un paio di occhiali scuri, un giubbotto, una pistola scarica e più paura in corpo delle sue vittime. A bordo della sua auto fece sopralluoghi e rapine. Gli riuscirono due colpi negli uffici postali di Casale (il 16 aprile 2010) e di Ponteginori (il 13 maggio), altri tre gli andarono male (a Quercianella il 23 marzo e il 6 maggio, a Gavorrano l'8 giugno). Lasciò tracce un po' dappertutto, fu riconosciuto e infine arrestato il 10 giugno. Confessò, patteggiò 5 anni, restò dentro.
In carcere ebbe una crisi. Pianse a lungo. Poi si rialzò. Riprese in mano la propria vita, la propria dignità, ricominciò a lavorare: prima come addetto alla segreteria e alle pulizie dell'ufficio assistenti sociali e poi, a Porto Azzurro, come contabile della mensa. Continuò a scrivere, anche alla nostra redazione, parlando della propria vicenda giudiziaria ma intervenendo anche su argomenti di cronaca e attualità.
In questi due anni di detenzione il comportamento esemplare in carcere gli ha fruttato alcuni sconti: la legge prevede 45 giorni di bonus ogni sei mesi e i tempi sarebbero ormai maturi per la liberazione anticipata.
Ieri pomeriggio, prima di tornare a casa nella sua Donoratico, ha voluto fare una sorpresa all’amico avvocato che oggi compie gli anni. Dopo averlo lasciato al rientro da Firenze è tornato a Cecina, è andato al suo studio e gli ha portato una bottiglia di vino. Un gesto normale quanto prezioso: un gesto da uomo libero.
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