Proteste
Il comitato beni comuni lancia la bozza Solvay
Fiume, prelievi, scarichi a mare: suggerito un accordo alternativo con 20 punti «La Regione non autorizzi la prosecuzione dello sfruttamento del territorio»
CECINA. Mentre Regione Toscana e Solvay stanno lavorando, dopo l'ultimo incontro del 3 luglio, a un nuovo accordo di programma sugli aspetti inerenti il ciclo produttivo di AtiSale e Solvay, c'è chi un accordo di programma l'ha già preparato e inviato a tutti i consiglieri regionali.
A rompere gli indugi è il Comitato beni comuni Val di Cecina che ha inviato in Regione una lettera e una bozza di programma che possa essere di espressione popolare sulla questione Solvay.
«La questione Solvay, in tutte le sue articolazioni ambientali, sanitarie, occupazionali ed economiche, è a una svolta decisiva - si legge nella lettera del comitato - se venissero confermate le politiche, da parte delle istituzioni, di consenso alle richieste e alle pratiche della multinazionale, a partire dall'attuazione del contratto sul salgemma, con gli annessi enormi consumi d'acqua e progetti di invasi devastanti, e a proseguire con il perdurare degli scarichi a mare sempre più inaccettabili all'opinione pubblica, si arrecherebbero danni incalcolabili sia alla salute della popolazione che all'economia della zona».
Un tema, quello dei prelievi e degli scarichi a mare, che da un lato richiama il grave problema del fiume Cecina, ridotto a un tappeto di alghe, dall'altro quello degli scarichi a mare nella zona di Rosignano Solvay.
«Gli scarichi a mare - si legge ancora nella lettera - sono un freno grave e obiettivo allo sviluppo di un turismo sano e consapevole e un attacco continuo alla salute di residenti e turisti. Con gli enormi consumi d'acqua e il massiccio inquinamento, Solvay ha accumulato un debito ecologico-sociale molto rilevante che va saldato. Temiamo - spiega ancora il comitato - che l'accordo di programma in preparazione nel chiuso delle stanze della Regione Toscana sia rivolto invece a far passare, molto più banalmente, la prosecuzione e l'allargamento dello sfruttamento del territorio a opera di Solvay».
L'accordo alternativo proposto dal comitato è formato da venti punti (tutti consultabili all'indirizzo http://benicomunivaldicecina.blogspot.it) e che prevede anche la creazione di un comitato di sorveglianza oltre ad una serie di richieste, anche in termini di rimborsi da centinaia di milioni di euro, da far rispettare a Solvay. (a.b.)
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