Il Tirreno

Digitale terrestre, interi quartieri senza segnale Rai

di Mario Moscadelli
Digitale terrestre, interi quartieri senza segnale Rai

Incontro in Provincia: Caletta, Rosignano mare, Gabbro e una parte di Castiglioncello le zone più colpite dal disagio

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ROSIGNANO. Non passa giorno, o quasi, senza che un lettore chiami la nostra redazione per segnalare questo problema: “Non si vede la Rai”. È così dallo scorso novembre, mese in cui anche a Rosignano si è dato il benvenuto al digitale terrestre. Nuova tecnologica più comodità? Può darsi, ma non in gran parte del comune rosignanese, dove decine di famiglie sono ancora alle prese con problemi di ricezione del segnale, in particolari di quello per i tre canali del servizio pubblico su cui si paga il canone.

Il problema. È la stessa Provincia ad emettere che nel rosignanese ci sono i problemi maggiori e che è il caso di intervenire per risolverli visto che il servizio ha un costo per l’utente. «La scorsa settimana - afferma Laura Marconcini, assessore provinciale che sta seguendo il problema affrontato anche in consiglio provinciale con un’interrogazione del Pd - abbiamo avuto un incontro con la Rete telematica toscana, che segue da vicino il digitale terrestre, e i Comuni, tra cui Rosignano. Posso dire che i disagi maggiori sono concentrati proprio qui: Rosignano mare, Caletta, una parte di Castiglioncello e Gabbro».

Ma perché in queste zone il segnale Rai è debole e spesso sparisce? «Principalmente a causa della potenza dei ripetitori della Rai sul Monte Serra - dice l’assessore - inferiore, ad esempio, a quelli di Mediaset. Il Malandrone? C’entra poco, perché la “sorgente” del segnale è sul Monte Serra. Poi ci sono altre due cause minori. La prima: in queste zone, negli anni Sessanta, furono piazzati dei piccoli ripetitori spesso ad uso condominiale. Ripetitori analogici che non sono stati riconvertiti al digitale perché sprovvisti di regolare autorizzazione. Secondo: il Comune ha un ripetitore di sua proprietà nella zona di Gabbro. Anche questo non è stato convertito al digitale perché servono dei fondi, che contiamo di avere dalla Regione».

Le possibili soluzioni. Ma il cittadino può risolvere il problema? Sì, ma con molti punti interrogativi. «Purtroppo la Rai ci ha comunicato - riprende Marconcini - che al momento non sono previsti investimenti per potenziare la ricezione del segnale. E allora ci sono tre possibili strade». La prima. «Dotarsi del decoder satellitare Tivù Sat, che permette di ricevere senza nessun problema i canali Rai, Mediaset e La7. Ma in questo caso non mancano le controindicazioni: decoder compatibile, ed eventuale parabola, hanno un costo minimo di 100 euro e l’utente può vedere solo i canali dei tre gestori più pochi altri internazionali, ma non quelli locali». La seconda: «La Regione ha stanziato 700mila euro per la conversione dei ripetitori del Comune. Stiamo aspettando di avere l’ok per quello di Rosignano». Terza via, forse la più utile al momento. «In certi casi - dice l’assessore - basta riposizionare l’antenna per risolvere il problema. E allora per evitare costi inutili, il cittadino può mettersi in contatto con il Comune, indicare via e numero civico: la segnalazione sarà girata alla Regione che segue da vicino il problema e che si attiverà per fornire al cittadino la risposta se vale la pena effettuare il riposizionamento oppure no».

L’ultima protesta. L’ultima protesta è di ieri. Renzo Signorini, da Castiglioncello, spiega che spesso «il segnale Rai se ne va e che è impossibile seguire un programma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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