Il Tirreno

C’era una volta il fiume acqua ai minimi storici

C’era una volta il fiume acqua ai minimi storici

Dopo i pescasportivi, Sos del Wwf: il vero problema sono i prelievi di Solvay «Tanti enti e nessuno prende posizione». Dopo 10 anni stessi problemi

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CECINA. Riduzione dell’inquinamento delle acque marine, gestione e riduzione del rischio industriale, eliminazione dei fenomeni di sovrasfruttamento della falda, eliminazione del cuneo salino. Sono le criticità ambientali (e gli obiettivi di risanamento) elencate nel quadro conoscitivo relativo al bacino pilota del fiume Cecina. Il documento risale al 2002. In dieci anni, se le criticità non sono aumentate, sono almeno rimaste le stesse. Il cuneo salino è sempre in avanzamento. Basti pensare che le spigole risalgono dalla foce fino al ponte sulla ferrovia. Anzi, risalivano visto che oggi ci sono solo due dita d'acqua e tante, troppe alghe. Colpa dell'aumento di azoto e fosforo che danno vita al fenomeno dell'eutrofizzazione. «In quei luoghi - spiega il presidente dei pescasportivi Gino Carugi - non c'è più vita. Se gli organici marciscono si rischia di arrivare al divieto di balneazione almeno sulla foce».

Ma il vero problema è l'acqua. La portata del Cecina è sempre più bassa. In questi giorni si sfiora il minimo degli 0,01 metri cubi al secondo. É vero che la siccità sta mietendo record su record. Non piove da più di un mese. «Solo a giugno - dice l'assessore provinciale all'agricoltura Paolo Pacini - si è registrato un 70 per cento in meno delle precipitazioni. Il comparto è in ginocchio, soprattutto in Val di Cornia».

La Bassa val di Cecina da questo punto di vista sembra più "tranquilla". «La vera causa della carenza d'acqua - dice Marcello Demi, presidente regionale Wwf - non è l'agricoltura, non esiste più da queste parti la grande zootecnia. La causa sono gli emungimenti industriali di Solvay. Stanno prosciugando il Cecina».

Demi attacca su Idros e Puretta. «La nostra associazione - dice - ha già tre ricorsi depositati al Tar. La verità è che in materia la Regione non vuole intervenire su Solvay. E alla fine ci rimette l'ambiente, in questo caso il fiume. L'invaso di Puretta in Alta val di Cecina non è altro che una pezza. Serve solo a rendere le concessioni minerarie all'industria. Sulla questione servirebbe che da Firenze imponessero la Via e non affidarsi a protocolli d'intesa. Il Wwf non è mai stato coinvolto nella discussione sebbene avessimo vinto due ricorsi al Tar». E su Idros: «É anche peggio. Si va ad intaccare l'unica riserva d'acqua di qualità della Bassa val di Cecina».

«Quando si parla di fiume serve uno sguardo d'insieme», ha detto anche Carugi. Ed è questa la problematica più grande. Ci sono troppi enti coinvolti nella gestione del corso d'acqua: Regione, due Ato, quattro provincie, 19 Comuni, il Ministero dell'Ambiente. Sembra che tutti aspettino l'intervento dell'altro e alla fine nessuno fa niente. Che si tratti di emungimenti industriali o di canne secche.

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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