Il Tirreno

Nove ore di attesa al pronto soccorso

Nove ore di attesa al pronto soccorso

«Ma il sindaco di Castagneto dice che tutto va bene...»

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CASTAGNETO. Attese infinite e disagi per i cittadini. Paolo Francini, consigliere comunale della Sinistra per Castagneto, racconta la sua esperienza di pochi giorni fa, che sintetizza in “commedia in due atti”. Atto primo: «Mi reco al presidio socio-sanitario di Donoratico per ritirare le analisi del sangue, un'ora di attesa. Il pomeriggio dello stesso giorno mi ritrovo ad accompagnare un mio familiare al pronto soccorso di Cecina perché ha evidenti difficoltà a respirare e il medico curante suggerisce un controllo accurato in ospedale. Arriviamo poco prima delle 15 e la persona che ho accompagnato viene immediatamente trasferita nelle sale di osservazione. Io e mia moglie veniamo invitati ad accomodarci nella sala di attesa, una specie di corridoio lungo e stretto, occupato in buona parte da mega distributori di caffè e bevande. Infatti, più che accomodarci dobbiamo stare in piedi più di due ore, considerato che tutti i posti a sedere sono occupati».

Così scorrono le ore... «Alle 18 mi rivolgo allo sportello del " Triage" per avere notizie del mio familiare. L'infermiera mi risponde che lo stanno sottoponendo a una rx toracica, poi potremo andarcene. Alle 20 io e mia moglie al limite della sopportazione chiediamo nuovamente notizie, ma ci viene risposto che non sanno dirci niente di nuovo. Dopo un'ulteriore ora di attesa chiedo con forza al personale del triage di avere risposte immediate e di sapere almeno il codice di emergenza. Per tutta risposta l'infermiera abbassa gli occhi e continua, in silenzio, a lavorare al computer». A questo punto cominciano «le rimostranze e sollecitazioni a tutti gli infermieri e medici che ci passano davanti. Finalmente intorno alle 23 il mio familiare viene "rilasciato". Nove ore di attesa per essere sottoposto a analisi del sangue, Ecg e rx toracica».

Atto secondo. «Due giorni dopo in consiglio comunale - prosegue Francini - , a Castagneto, discutiamo di una mozione che chiede di promuovere un monitoraggio dei servizi socio-sanitari del territorio per correggere ciò che non funziona. La maggioranza consiliare (sindaco in testa) boccia la mozione dicendo che la nuova organizzazione dell'ospedale di Cecina "non può non funzionare". Insomma tutto va bene. Morale: nella prossima commedia bisognerebbe trasferire i protagonisti del secondo atto nel primo ed allora la conclusione, in consiglio comunale, forse sarebbe diversa».

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