Il dolore
Il vino degli Etruschi si fa a Casale
Aziende. Dallo scavo della tomba del Principe guerriero il progetto dei Pagani de’ Marchi
CASALE. Le colline che fanno da corona a Casale sono la terra che gli Etruschi avevano scelto per i loro insediamenti. Questo popolo, sempre meno misterioso, in questi luoghi hanno lasciato tante testimonianze che sono custodite gelosamente. É il caso della tomba del Principe Guerriero trovata nell'azienda agricola Pagani-De Marchi (Casa Nocera), in una collinetta alla sommità della quale nel 1987 venne alla luce una necropoli appartenente probabilmente ad un unico nucleo familiare. Le tombe scavate si dispongono in un arco cronologico che va dalla fine dell'VIII all'inizio del VI secolo avanti Cristo.
Durante lo scavo della tomba principale, quella appunto del Principe, è stato ritrovato un vero e proprio corredo da banchetto funerario con il tavolo ed un servizio per bere e per mangiare, composto da phialai (vasi rituali usati per la libagione) di produzione sia etrusca che orientale, ed una fiasca ornamentale. Oltre a resti di cibo, tra cui spicca l'uva. Uva e vino con il corredo per poterne usufruire, sono il filo rosso che lega il Principe Guerriero all'azienda: l'uva e il grappolo, infatti, sono il simbolo di questa storia che percorre i secoli. Tutto il corredo è esposto nel Museo Etrusco di Cecina nella Villa Guerrazzi de "La Cinquantina". Sono oggetti finemente realizzati (molto bella la cintura in foglie d'oro) che hanno arricchito il piccolo museo.
I Pagani-De Marchi sono svizzeri che nel 1972 avevano scelto Casale per le loro vacanze. Fin dall'inizio era nato un grande amore per la Toscana e per questo angolo tuttora incontaminato. La signora Pia ha l'intuizione e la voglia di fare il vino. Nel 1995, su consiglio di Michele Satta, vengono identificate le zone vocate e le cultivar da utilizzare. Nel 1996 inizia il progetto La Nocera: il nome è antichissimo e deriva da noce perché in quel luogo c'erano tante piante di noci. Qualcuna vi cresce ancora spontaneamente (evidentemente nella profondità del terreno c'è ancora qualche radice). Sono piantati i primi cinque ettari a Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese sotto la supervisione di Attilio Pagli che nel mondo dell'enologia è considerato "un grande naso". L'agronomo Stefano Moscatelli segue da sempre tutti i lavori in vigna. I primi investimenti riguardano la cantina (completamente interrata nella collina) con le più moderne tecnologie.
Nel 2001 la prima vendemmia. I vini prodotti (circa 30.000 bottiglie) sono: "Casa Nocera" (Merlot), "Casalvecchio" (Cabernet Sauvignon), "Principe Guerriero" (Sangiovese, Montescudaio Doc), "Olmata" (Igt Toscana), "Montaleo" (Montescudaio Doc), "Blumea" (Vermentino, Igt Toscana): tutti hanno in etichetta la riproduzione di una statuetta etrusca.
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