Finanza
L’Arci ai comitati: «Rispettate il meeting»
Mengozzi e Franconi respingono l’accusa di aver impedito il volantinaggio durante l’evento
CECINA. Noi antidemocratici? Accuse fasulle. L’Arci replica al comitato Beni Comuni che aveva accusato l’associazione di aver impedito la diffusione durante il Meeting Antirazzista. E lo fa con una nota a firma di Gianluca Mengozzi e Claudia Franconi ai vertici dell’Arci regionale e della Bassa Val di Cecina.
«L'Arci - scrivono - viene bollata come organizzazione antidemocratica, non rispettosa dei diritti costituzionali, talmente autoritaria da riuscire a piegare ai propri voleri i funzionari di pubblica sicurrezza come se fossero delle marionette. Peccato che il comitato Beni Comuni della Val di Cecina abbia omesso di segnalare che l'area antistante l'ingresso del Meeting era stata sin dal primo pomeriggio 'allestita' con gli striscioni del comitato (senza che nessuno glielo impedisse). Peccato che si dimentichi che gli stessi striscioni sono stati lasciati affissi anche dopo la conclusione dell'incontro in cui era prevista la presenza del presidente Rossi. Peccato anche che i volantini, non solo del comitato contro la chiusura dell'ospedale, ma anche quello del comitato NoSat, circolavano liberamente nell'area 'pubblica'. E peccato soprattutto che, nei giorni precedenti l'incontro, erano intercorsi contatti tra i vertici locali e regionali regionali dell'Arci e gli organizzatori dei presidi (il comitato No Sat e il comitato pro-Ospedale), e che entrambi i 'fronti' concordavano sul fatto che tutte le manifestazioni in programma avrebbero dovuto avere uno svolgimento pacifico. Ma, in effetti, il comitato che ci scaglia addosso pesanti critiche non poteva (e forse non voleva nemmeno) saperlo, perchè fino al momento in cui è andata in scena la protesta, di quello stesso Comitato non si era vista traccia, salvo poi acquisire visibilità mediatica con un comunicato zeppo di improperi.». E concludono:
«Nessuno ha imposto diktat e divieti, anche perchè eravamo convinti che in quella occasione il nodo della vicenda non era nell'espressione di un giudizio di condivisione o avversione di una protesta, bensì nel rispetto sia di una manifestazione, ormai storica per il territorio cecinese».
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