Il Tirreno

Area vasta, tagli, intensità di cure I medici contro la direzione Asl

Area vasta, tagli, intensità di cure I medici contro la direzione Asl

Tensione nei rapporti fra l’intersindacale e l’azienda: «Organici ridotti e carichi di lavoro aumentati» Polemica sulla riduzione dell’orario dell’intramoenia: «Così si favorisce l’attività privata esterna»

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CECINA. Tensione nei rapporti fra medici e direzione Asl. Sul tavolo i problemi della riorganizzazione della rete aziendale in ambito di Area Vasta, con ricadute negative per la nostra Asl, l'aumento dei carichi di lavoro per la riduzione dell'organico sia medico che infermieristico, le conseguenze critiche dell'applicazione del modello per intensità di cura, la questione della "mobilità coatta" del personale medico non solo all'interno dell'Asl 6 ma in tutta l'Area Vasta.

Su questi punti si consuma una frattura fra i sindacati dei medici ospedalieri e la direzione aziendale coi professionisti (circa 700 medici dell'azienda livornese) che chiedono all'Asl 6 un'inversione di rotta sul modo di condurre scelte e trattative. Il documento firmato da Anaao-Assomed, Aaroi-Emac, Cgil, Fassid, Fiesmed e Fials-Nuova Ascoti è un atto di accusa nei confronti della direzione di Monterotondo per «un rapporto assolutamente insoddisfacente nelle relazioni sindacali visti gli argomenti a tutt'oggi irrisolti». I problemi palesati dai medici sono comuni a tutta l'area aziendale e toccano da vicino anche l'ospedale di Cecina. A partire dalla riorganizzazione per intensità di cure con accorpamenti di reparti e costituzione di aree (alta, media e bassa intensità) che hanno avuto ricadute non indifferenti sul personale e sui pazienti.

«Non mettiamo in discussione il progetto - spiega Lucia Magni, Fassid - ma il fatto che in questa riorganizzazione non sono stati coinvolti i lavoratori; si tratta di decisioni dello staff medico che non ci hanno visto partecipi». Poi c'è la questione del taglio del personale, in conseguenza anche di questa riorganizzazione. «Negli ultimi tempi - dice Vito Giudice, Anaao-Assomed - sono andati in pensione nell'Asl 6 40 medici che non sono stati sostituiti. E' evidente che ci siano problemi per i carichi di lavoro e per i turni di guardia che tra l'altro, con gli accorpamenti delle unità operative i professionisti si trovano a fare anche in reparti completamente diversi dal solito». Lucia Magni conferma: «A Cecina ci sono oggi 4 dirigenti medici in meno», in un quadro generale antecedente che disegnava una pianta organica già stretta per i servizi e le attività svolte nel presidio di via Montanara, come fanno sapere i sindacati.

Senza dimenticare che ad agosto andrà in pensione un medico di cardiologia ed ancora non si sa se verrà sostituito o meno. Se, nel merito, i problemi sul tavolo sono questi, l'Intersindacale della dirigenza medica lamenta soprattutto un deterioramento dei rapporti con i vertici aziendali.

E i problemi che intaccano i diritti dei dipendenti: dall'impossibilità di recuperare le ore eccedenti "determinate dall'eccessivo carico di lavoro", all'«inadempienza degli obblighi contrattuali relativamente all'indennità di risultato degli anni pregressi, al fondo di perequazione, alla retribuzioni, agli studi clinici e di ricerca, al riconoscimento dell'indennità di esclusività al raggiungimento dei 15 anni di servizio». In particolare su questa indennità i vertici sindacali «non comprendono l'ostinazione nel negare l'applicazione della circolare della Regione Toscaba di quest'anno peraltro già attuate in altre aziende toscane (vedi Aoup e Asl 10 di Firenze».

Ma c'è polemica anche per la "decisione unilaterale" del direttore sanitario di «ridurre gli orari della libera professione all'interno del servizio pubblico senza alcun preavviso ai medici e in aperta violazione dei contratti integrativi aziendali e individuali». Apparentemente può sembrare una battaglia per gli interessi esclusiva dei medici che praticano l'intramoenia, ma i sindacati affermano che questa manovrà "potrà anche incrementare il numero dei medici che sceglieranno l'attività privata esterna a danno del servizio sanitario nazionale». Tutti problemi, in conclusione, da affrontare e per i quali i sindacati dei medici chiedono un cambio di marci all’Asl.(a.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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