Sicurezza
«La spesa in farmacia ci sta rovinando»
Il marito ha bisogno di pasta speciale (14,5 euro al kg), il contributo è minimo e lei disperata
CECINA. Un pacco di pasta da mezzo chilo in un supermercato può costare tra i 70 e i 90 centesimi a seconda della marca o dell'offerta del momento. A una famiglia di tre persone non basta per più di due volte. Lo stessa quantità di pasta alla signora Maura Gani costa dieci volte tanto: 7,25 euro per mezzo chilo di fusilli, di penne o di linguine, 14,5 al chilo. Uno sproposito e una mazzata per il portafoglio. Una cifra improponibile, ma non perché la signora abbia scelto la migliore marca nel più prestigioso degli ipermercati. La soluzione è semplice: si tratta di prodotti speciali realizzati per chi ha problemi renali e che devono essere presi per forza. «Mio marito (Graziano Orlandini, ndr) - dice la donna - a seguito di una patologia importante ha un'insufficienza renale. Per questo può mangiare solo pasta o pane aproteici. Li acquisto in farmacia, non si trovano nei discount, ma costano uno sproposito e da diversi mesi sta diventando difficile tirare avanti. Io percepisco una pensione di 500 euro, quella di mio marito supera di poco i mille. Ma tra bollette e pasta rischiamo di andare in difficoltà». Così , la donna ha deciso di tornare al lavoro durante la stagione estiva: «Almeno arrotondo un po'».
Ha provato anche a contattare i vertici dell'Asl e la casa che commercia i prodotti aproteici, ma senza risultati: «Dall'ospedale mi hanno detto che non potevano far nulla per aiutarmi, vado avanti solo con un contributo di 43 euro mensili. Ma bastano solo per un chilo e mezzo di pane. Mi hanno spiegato che la Regione passa solo questa cifra. I contributi ai ciliaci però sono molto più alti, i loro prodotti costano meno e si trovano nei discount. Non credo di essere l'unico caso di persona che ha bisogno di pasta aproteica anche perché le farmacie ne sono piene. Mi marito ha anche pensato di mangiare un po' di meno, in modo da rallentare il consumo dei prodotti». L'unico beneficio che la signora Gani è riuscita a strappare in questi anni è uno sconto del 10% alla farmacia di Palazzi. Un'iniziativa spontanea dei titolari.
La donna ha deciso di raccontare la sua storia per riuscire a sensibilizzare l'opinione pubblica. «Ci sentiamo soli - dice - e vorremmo essere più tutelati. Le istituzioni, dal Comune alla Sds, dovrebbero aiutarci».(r.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
