Il Tirreno

LA REPLICA

Franchi alla Nuova Bagnolese «Le chiavi le tengo io»

Franchi alla Nuova Bagnolese «Le chiavi le tengo io»

ROSIGNANO. L'amministrazione comunale non restituirà le chiavi della sede dell'associazione Bagnolese fino a quando non sarà chiarito chi siano i referenti dell'associazione stessa. Nel frattempo il...

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ROSIGNANO. L'amministrazione comunale non restituirà le chiavi della sede dell'associazione Bagnolese fino a quando non sarà chiarito chi siano i referenti dell'associazione stessa. Nel frattempo il sindaco Alessandro Franchi ha chiesto ai propri tecnici di approfondire la questione legata al rinnovo del consiglio; elezioni che di fatto hanno spaccato in due l'associazione e che hanno portato alcuni consiglieri , ossia quelli che fanno capo ad Antonella Montagnani, a presentare un esposto alla magistratura. «L'amministrazione comunale - dice Franchi - deve tenere una posizione equidistante e per sgombrare ogni dubbio abbiamo anche proposto di ripetere le elezioni. In questo caso sarebbe la stessa amministrazione che si farebbe garante se ci fossero irregolarità o contestazioni». Nel frattempo il sindaco ha dato mandato alla dottoressa Lorena Silvestri di eseguire approfondimenti tecnici "ma di fatto la situazione rimane confusa; abbiamo infatti documenti firmati da soci aderenti all'uno o all'altro gruppo».

Il sindaco chiarisce: «Alcuni anni fa fu stipulata una convenzione tra l'associazione Bagnolese ed il comune; associazione alla quale fu riconosciuto un contributo di 5mila euro per eseguire opere di manutenzione del parco e dell'oliveta più l'utilizzo della sede. Il problema è sorto con il rinnovo del Consiglio che, di fatto, ha spaccato in due l'associazione; due gruppi che pensano entrambi di avere ragione. La situazione è ingarbugliata sia per quanto riguarda l'esito delle elezioni del rinnovo del consiglio - continua Franchi - sia per il numero degli associati. Insomma una situazione di confusione generale, e fino a che non verrà sciolto il bandolo della matassa non verrà rinnovata la convenzione». E dunque non verranno erogati contributi né verrà permesso l'utilizzo del manufatto utilizzato anche come sede. «Fino a che - continua Franchi - non emergeranno, e fino ad oggi guardando le carte non sono emersi, elementi evidenti che chiariscano il problema, la sede non verrà data in uso. D'altra parte è manufatto di proprietà del Comune.(al.be.)

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