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LA POSTA DI FORESTA BIANCA
I RAGAZZI DI VIA SCIESA Noi che preferiamo il mondo reale La stradina: non è solo un nome o un luogo, è qualcosa di più, è un punto di ritrovo tra bimbi e bimbe di età diverse; è il nome del nostro...
I RAGAZZI DI VIA SCIESA
Noi che preferiamo
il mondo reale
La stradina: non è solo un nome o un luogo, è qualcosa di più, è un punto di ritrovo tra bimbi e bimbe di età diverse; è il nome del nostro gruppo!
E' nato per caso, per gioco, tutte le sere ci ritroviamo per stare insieme e divertirci. Ragazzi e ragazze, uniti dalla voglia di stare in compagnia.
Tutti quanti ci riuniamo per ascoltare gli interessantissimi racconti del nostro grande amico (o amico grande) Michele che riesce ad appassionarci con trame di film che non abbiamo mai visto e con storie riguardanti la sua vita spensierata da liceale. Quando lui non c'è invece giochiamo a nascondino, sia i "grandi" che i piccoli; altre volte invece usiamo il pallone per giocare a pallavolo oppure a palla avvelenata. Ma in generale noi ragazze ci sediamo sulle scalette a parlare mentre i ragazzi si fissano a giocare a calcio. Facciamo un po' di confusione, è vero, però almeno nella nostra strada c'è un po' di "vita" e movimento! Non mancano certo i vicini che litigano e si arrabbiamo perché magari scavalchiamo qualche cancello o urtiamo qualche auto, ma che ci possiamo fare? Ci sono passati tutti no?!
Ci si lamenta tanto perché i ragazzi di oggi vivono nel mondo virtuale, quello dei videogiochi, di internet, dei social network, dei cellulari... Eppure noi siamo la prova vivente di quanto sia meglio stare in compagnia, parlare, ridere, divertirsi piuttosto che passare delle ore davanti ad uno schermo.
Noi ragazzi più grandi siamo tutti iscritti a Facebook, ma nonostante questo preferiamo perderci a giocare a nascondino con i bimbi più piccoli; forse perché gli schermi ci stancano e ci vengono a noia, forse perché ci piace stare in movimento, forse perché ci vengono in mente i racconti dei genitori o dei nonni di quando alla nostra età giocavano per strada (quasi come se fosse un'altra epoca), forse semplicemente perché noi preferiamo ancora il Mondo reale!
Alessia Landi
(via Sciesa, Palazzi)
LA MIA SCIUSCIÀ
Quella cagnetta
mi ridette la vita
I miracoli dell'amore
(dedicato alla memoria della mia Sciuacià)
Corre l'anno 1989, così come corre inclemente la vita.
L'azienda dove presto la mia opera mi offre di andare in prepensionamento. Devono diminuire il personale per problemi economici. Improvvisamente mi ritrovo sola, mani aperte ma vuote, senza precisi valori reali, costruttivi. Un matrimonio fallito, senza figli, senza continuità di vita. Scelgo di vivere il mio futuro in una ridente, meravigliosa cittadina sul mare di Toscana.
Mi offro come volontaria ad aiutare persone sole, mature e bisognose di aiuto. Fu nel mese di luglio che leggendo il giornale locale notai la foto di una dolcissima cagnolina bianco-nera di cinque mesi circa. I suoi proprietari, per disfarsene, l'avevano gettata dall'auto in corsa sull'asfalto della variante Aurelia. Terribile, estrema crudeltà.
Rotolando violentemente, era finita sulla siepe ad un lato della strada. La zampa anteriore destra si era spezzata. Qualcuno , vedendola si impietosì, la raccolse e la portò dal veterinario comunale. Il giorno dopo andai ai macelli comunali dove sapevo di trovarla, ma con mia grande sorpresa l'avevano data ad un canile della regione.
Avendone raccolti molti altri, non sapevano in quale fosse. Col cuore in gola e disperata, girai tutti i "Rifugi del cane". Proprio nell'ultimo, nascosta da un altro grosso cane, la riconobbi. Denutrita, ferita, con la zampina spezzata, coperta di fango e la testina ciondoloni, era quasi in coma.
Con grande amore la raccolsi, l'avvolsi in un caldo plaid e me la portai via.La curai con flebo, iniezioni, nutrita solo con liquidi, non dava segni di vita. Le parlavo, accarezzandola in continuazione, le dicevo di vivere, che io l'avrei protetta per sempre. Così fino a tutto il mese di dicembre.
Ormai tutte le mie speranze si stavano affievolendo, quando… la notte della vigilia di Natale, sentii un flebile guaito.
Corsi verso la sua cuccetta e vidi che, pur avendo ancora gli occhi chiusi, al suono della mia voce mosse il codino per salutarmi. La presi dolcemente tra le braccia, quasi cullandola. Improvvisamente due immensi occhi lacrimosi mi guardarono e un piccolo leccotto mi scaldò le dita.
"Dio, oh Dio, è viva, ce l'ho fatta" quasi urlai dalla gioia. Insieme abbiamo lottato, insieme abbiamo vinto.
É Natale! Un piccolo abete finto troneggia vicino alla cuccetta di vimini. Tante lampadine mandano luce come piccole stelle. Vasetto di manzo per lei, osso per lei, carezze a non finire per lei, il regalo più bello per me. Ora non c'è più. E' vissuta accanto a me per quindici anni dandomi tanto affetto, tanta compagnia, tanto amore. Ciao Sciuscià, il tuo ricordo rimarrà con me finchè avrò vita. Ciao piccola!
Marisa Burattini
(Castiglioncello)
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