Sicurezza
Un sms scagiona chef accusato di violenza sessuale
Il giovane aveva conosciuto una liceale su facebook e l’aveva invitata a casa sua, poi era stato denunciato
CECINA. Un sms ha liberato un giovane chef dall'accusa di violenza sessuale. A tre anni dall'accaduto, infatti, ieri in tribunale a Pisa è stato assolto dalla pesante accusa di aver abusato di una quindicenne di Cecina. Galeotto per il loro incontro era stato facebook. I fatti risalgono all'ottobre del 2009. Lui, pugliese di Mesagne, oggi ha 24 anni: si chiama Ivan Nacci. All'epoca abitava a Cascina e faceva il cuoco in un ristorante pisano che ha lasciato subito dopo le pesanti accuse. Lei, oggi maggiorenne, all'epoca quindicenne, è una liceale. Come sempre a confronto si sono trovate due verità diversissime, ma le prove prodotte a dibattimento non sono bastate e il processo si è chiuso con un'assoluzione.
La sentenza è giunta dopo mezz'ora di camera di consiglio del secondo collegio, presieduto da Luca Salutini (a latere Donato D'Auria e Leonardo Degl'Innocenti). Contumace l'imputato, difeso dall'avvocato Marco Meoli, assenti i genitori e la ragazza, che si erano costituiti parte civile assistiti dall'avvocato Graziana Scisciolo di Livorno. La pubblica accusa era rappresentata dal pm Mirian Pamela Romano, che per il ragazzo pugliese ha chiesto la condanna a 4 anni.
I fatti. I due si conoscono su Facebook a settembre 2009 e si incontrano poco dopo. Prima va lui a trovare lei, poi tocca a lei spostarsi a Cascina. È il 9 ottobre. A quel punto il ragazzo l'invita a casa sua, dove avvengono alcune effusioni. Secondo la denuncia presentata successivamente dai genitori e secondo l'accusa, il giovane non avrebbe ascoltato la richiesta della ragazza di fermarsi là e avrebbe consumato, nonostante il suo rifiuto, un rapporto sessuale completo di cui si accorge la madre al rientro a casa della ragazza. È a quel punto che la liceale confessa quel che le è accaduto e che scatta la querela. Fra le prove a discarico del giovane un sms: lui le aveva chiesto di inviarglielo appena fosse arrivata a casa per tranquillizzarlo e così era avvenuto. Strana richiesta, ha sostenuto la difesa, da parte di chi usa violenza a una persona. Hanno pesato anche le troppe versioni fornite dalla ragazza e le perizie dei consulenti: per la dottoressa Antonella Armani, perito del gup, la ragazza era credibile, per quello del pm, dottoressa Donatella Raspaolo, la ragazzina una volta a casa e intimorita di fronte alla scoperta dei suoi di quanto era avvenuto (la madre aveva riscontrato tracce ematiche negli slip), potrebbe aver mentito per timore dei genitori e del fidanzatino. L'assoluzione, quella che una volta sarebbe stata con formula dubitativa, è arrivata col 530 comma 2.
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