La manifestazione
Stop a champagneria e terrazza
Il comune con un’ordinanza vieta l’utilizzo dei locali del Var Village
MARINA DI BIBBONA. Ormai è un ping pong. Nuovo capitolo nella vicenda del Varo Village. L'amministrazione comunale, con un'ordinanza, ha vietato sia l'utilizzo della struttura in vetro e alluminio adibita a champagneria e l'utilizzo della terrazza del ristorante.
Il provvedimento è arrivato a seguito di presunte irregolarità durante i lavori di ampliamento dell'albergo. Sulla questione sono stati aperti due fascicoli dalla Procura di Livorno. Uno da parte del viceprocuratore Luca Masini e uno dal sostituto Gianfranco Petralia. I reati ipotizzati riguardano presunte violazioni in materia edilizia: si contesta in particolare alla proprietà (la società 3M immobiliare sas di Mauro Macchi & C.) di essersi allargata su terreni comunali e di non aver rispettato le disposizioni in tema di agibilità.
Al momento risultano indagati Mauro Macchi (rappresentante legale della 3M), Silvio Gennai (il geometra che curò il progetto di ampliamento), Tiziano Cresci e Francesco Di Franco, questi ultimi due titolari delle ditte che avrebbero eseguito i lavori. La polizia municipale rilevò una serie di irregolarità. E con un'ordinanza (la numero 116 del 14 dicembre) l'amministrazione comunale intimò alla proprietà e al suo rappresentante legale Mauro Macchi la demolizione delle opere abusive. Nel maggio scorso sono state ritirate le licenze a champagneria, gelateria, enoteca e panificio che servono l'albergo. Dopo una decina di giorni, l'ordinanza è stata revocata. Ora, un nuovo documento che impone lo stop a champagneria e terrazza del ristorante.(r.b.)
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