La protesta
Allarme Imu, in cassa solo il 75% del gettito previsto
I primi dati dell’acconto di giugno: entrati 4,4 milioni, ne manca più di uno Tariffe da rivedere? Tudisco: «Mi auguro che il governo riveda i tagli fatti»
ROSIGNANO. L’avvisaglia di qualche gesto di «disobbedienza fiscale» nei confronti dell’Imu c’era già stata pochi giorni prima della scadenza della prima rata. Qualcuno non avrebbe pagato l’acconto, si disse. Oggi che i dati del gettito Imu cominciano ad arrivare a palazzo civico (generando una certa preoccupazione perché l’incasso è più basso delle previsioni), risulta tuttavia difficile pensare che il 25% di soldi che mancano al conteggio siano quelli di presunti evasori.
Incassato il 75% del gettito previsto dal Comune. Resta il fatto che al Comune di Rosignano manca poco più di un milione mentre ne sono entrati in cassa 4,4. L’assessore alle Finanze Gennaro Tudisco conferma questa tendenza: «Rispetto a quello che avevamo previsto è stato raccolto un 75-80%, circa 4,4 milioni di euro». Significa che Rosignano di comuni come Bientina o Pontedera dove - il dato è della scorsa settimana - era stato incassato appena il 50% ma rispetto a quanto previsto dal governo.
Magra consolazione che non riporta certo il sorriso sulla bocca degli amministratori, ma semmai conferma tutte le preoccupazioni della vigilia. Se i dati relativi al gettito per l’acconto Imu sono inferiori anche alle nostre previsioni - è il ragionamento di Tudisco - significa che sono lontani anni luce rispetto ai calcoli del governo. Stime, quest’ultime, già criticate dagli enti locali e che sono state alla base dei pesanti tagli che hanno gravato sui bilanci dei comuni, Rosignano incluso. «Al 31 dicembre - spiega l’assessore alle Finanze di Rosignano - avevamo calcolato solo per l’aliquota ordinaria un gettito di 10,3 milioni». Ora, stando ai dati arrivati a palazzo civico, quanto incassato è sotto le previsioni e se il trend è questo difficilmente si potranno centrare anche i 10,3 milioni che sono l’obiettivo dichiarato del Comune. Figuriamoci quanto invece ha previsto Roma e che ha generato sulla contabilità dell’ente locale un taglio di circa 6 milioni. Errori e stime sbagliate? Cosa è successo, allora? O c’è una fetta di popolazione proprietaria di immobili che non ha pagato, oppure i dati che erano prefigurati dalla ragioneria comunale erano sballati.
Naturalmente ci possono essere stati anche dei ritardi nell’accreditamento delle somme da parte dei soggetti riscossori, precisa Tudisco. E poi il comune di Rosignano non possiede ancora il dato scorporato di coloro che hanno deciso di pagare l’Imu in tre rate. E’ chiaro che se questo numero di cittadini è alto, c’è la possibilità che si possa incamerare un po’ di soldi a settembre. Ma se, viceversa, è basso, cambiano ancora i conti.
Ritoccare le aliquote. Quella di ritoccare le aliquote non è un’ipotesi peregrina ed era già stata ventilata a livello nazionale proprio sulla base di stime che segnalavano il rischio di previsioni errate sul gettito Imu. Ma Tudisco, per ora, non non parla. E rimanda: «Proprio perché le stime del governo sono molto lontane da quanto poi entrerà in cassa, mi auguro che il governo decida di rivedere i tagli fatti (che a Rosignano incidono per circa 6 milioni) con nuovi trasferimenti statali. In questi giorni l’amministrazione comunale concluderà l’esame dei dati sull’Imu. Poi partiranno i controlli e gli accertamenti. Ma la data fatidica sarà quella del 31 dicembre, quando si tireranno le somme. Ed allora potrebbero esserci sorprese poco piacevoli per tutti.
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