Il Tirreno

Teseco è pronta a cedere la gestione del porto ai soci

di Mario Moscadelli
Teseco è pronta a cedere la gestione del porto ai soci

Trattativa quasi conclusa per la vendita a 3,5 milioni di euro del ramo d’azienda che riguarda i servizi alle barche e gli immobili correlati. L’annuncio in assemblea

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ROSIGNANO. Teseco è pronta a cedere la gestione del porto di Rosignano. L’annuncio della trattativa, quasi chiusa, è stato dato ieri durante l’assemblea della Marina Cala de’ Medici spa, la società che racchiude i titolari dei posti barca. Assemblea che si è svolta al teatro Solvay e che ha visto una partecipazione record - il 58,58% degli azionisti - a dimostrazione dell’importanza dell’appuntamento, dove tra l’altro si è approvato il bilancio 2011 e si è rinnovato il consiglio d’amministrazione .

La trattativa. Avvolgiamo un attimo il nastro per inquadrare la vicenda, che vede al centro due società: la Cala de’ Medici Servizi srl (gruppo Teseco) e appunto i soci della Marina spa. Il legame? È qui il problema. I titolari dei posti barca sono legati alla Servizi da un contratto in global service per tutto ciò che concerne le attività e i servizi portuali. Contratto ritenuto da una buona parte dei soci troppo oneroso e svantaggioso fiscalmente. Da qui la battaglia verso la Servizi, con tanto di volontà di recedere dal contratto. Ma dopo l’ultima e infuocata assemblea dello scorso febbraio, i vertici delle due società si sono avvicinati, cercando un’altra strada a quella del conflitto. Ovvero, la transazione, un accordo economico, che prevede l’acquisto da parte dei soci di un ramo d’azienda della Servizi. E dopo quattro mesi di trattativa c’è un’intesa. «Lo scorso 17 maggio - afferma l’avvocato Giampiero Cassi, che ha seguito l’operazione per la spa - insieme al consulente della Servizi abbiamo ipotizzato una bozza d’accordo che possiamo dire definita al 90%». Vediamo l’accordo: a Teseco vanno 3,5 milioni di euro - da pagare in 3 anni - per la buona uscita dal contratto di global service, la torre, la sala radio, il distributore di carburante, 60 posti auto, 65 transiti, 14 box, tutti i bagni, i locali dello Yachting club, del Comune e della Capitaneria, l’infermeria e 8 foresterie su 10. Oltre a 1,5 milioni di euro per la presa in carico dell’innalzamento della diga. Ma c’è anche un’ipotesi B: ovvero 2,6-2,7 milioni di euro per tutto il pacchetto lasciando fuori la foresteria. «Tra l’altro - spiega Piergiorgio Fornello, riconfermato nel cda - sono già stati presi contatti con le banche per pagare questa somma». Ma si potrebbe anche ricorrere ad un autofinanziamento dei soci, «che se fossero 3,5 milioni significa una media di 1000 euro l’anno per 3 anni», dice Matteo Ratti, anche lui confermato nel cda. Oppure una soluzione mista tra banca e autofinanziamento. «Quello che più conta - dice Ratti - è che finalmente siamo vicini a voltare pagina. Crediamo che questa trattativa sia per la nostra società più conveniente che andare avanti con il recesso».

Teseco conferma. E dopo le ultime due infuocate assemblee, ieri i toni sono stati piuttosto distesi, a dimostrazione che la “pace” è vicina. E alla fine strette di mano tra i componenti del cda uscente “anti-Teseco” e Gualtiero Masini, presidente e amministratore delegato della società specializzata in bonifiche e trattamento dei rifiuti. «Sì - dice Masini - confermo quanto emerso durante l’assemblea, ovvero che c’è una trattativa ben avviata per cedere alla Marina spa un ramo d’azienda della Servizi. Non è un passo indietro, ma crediamo che la nostra missione di lancio e valorizzazione del porto sia arrivata alla conclusione e con successo. Tra le nostre mission abbiamo la progettazione dei porti, ma non la gestione. E allora crediamo che questo passaggio sia opportuno per il bene di chi frequenta e di chi lavora nel porto e per tutta Rosignano». A Teseco rimangono una serie di fondi del borgo e più di una trentina di posti barca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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