Lutto
Poesie su lenzuoli bianchi per celebrare il progetto
L’installazione, della poetessa Elisa Biagini, chiude la prima parte dell’iniziativa «Ho scelto questa opera perché le storie raccolte evocano il bucato di una volta»
CASTIGLIONCELLO. Lenzuoli ornati di parole sventoleranno a Rosignano in piazza Risorgimento, come panni stesi per un bucato di quartiere. Sopra ci saranno i versi che la poetessa fiorentina Elisa Biagini ha scritto per l'installazione "Bucato di parole", per la chiusura della prima fase di "Foresta Bianca", il progetto di Armunia ideato da Stefano Laffi e coordinato da Matteo Balduzzi. L'installazione è visibile al pubblico già da venerdì (l’inaugurazione c’è stata alle 19). Ne abbiamo parlato con la poetessa che ha studiato negli Stati Uniti prima di tornare a Firenze, ospite di Armunia al Pasquini per preparare il lavoro prima di partire per Londra, dove rappresenterà l'Italia nelle olimpiadi dei poeti "Parnassus poetry festival".
Cosa vedremo nel suo "Bucato di parole"?
«E' un lavoro in cui le lenzuola sono state usate come pagine bianche, su cui ho scritto distici e versi unici che tutti potranno leggere passandoci in mezzo. Così la poesia esce dal foglio e acquista una terza dimensione, a disposizione dei passanti».
A cosa si è ispirata per comporre i versi?
«Alle storie raccolte dall'equipe di Foresta Bianca, che mi hanno mandato di volta in volta. Alcune mi hanno colpito per qualcosa di evocativo che contenevano, un particolare… per esempio mi ricordo che in una storia una bambina all'asilo veniva grattata dalla maestra per addormentarsi, un dettaglio che mi è piaciuto. Con la mia poesia ho dato una veste o una lettura diversa delle storie».
Perché ha scelto le lenzuola? «Per altri lavori ho usato anche le federe e le camicie. Qui ho chiesto ad alcune persone che hanno fatto le interviste di darmi le loro lenzuola usate su cui scrivere i versi. Saranno appese sui fili proprio come il bucato di una volta, ma dietro i container nella piazza Risorgimento. I temi della quotidianità, il cibo, il corpo, mi hanno sempre affascinato».
Quella dei panni stesi è anche un'immagine molto popolare.
«Rispecchia il mio messaggio educativo: la poesia va condivisa pubblicamente e non deve essere un fenomeno di élite».
Fare il poeta di professione oggi è difficile, quali impegni la attendono?
«Una volta rientrata dagli Stati Uniti dove ho studiato e insegnato, ho scelto l'insegnamento nelle università americane per avere tempo da dedicare alla mia attività poetica. Proprio in questi giorni sono a Londra per il "Parnassus poetry festival", le olimpiadi della poesia in occasione di quelle sportive: ognuno dei 200 paesi invitati è rappresentato da un poeta e per l'Italia ci sarò io con il mio lavoro di camicie…».
L'installazione di Elisa Biagini sarà visibile per tutta la durata del festival "Inequilibrio"fino al prossimo 8 luglio, per l'occasione i container saranno aperti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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