Il Tirreno

In 200 a gridare: «Variante libera»

di Rino Bucci
In 200 a gridare: «Variante libera»

Coi No Sat anche Idv, Rifondazione e Legambiente: «La Tirrenica ci fa tornare indietro di 30 anni»

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CECINA. Un grande striscione alla testa del corteo, un'auto da cui partivano gli slogan e le bandiere.

Ieri, è andata in scena la manifestazione promossa dal coordinamento “No Sat” contro la Tirrenica. Il gruppo dei dissidenti si è dato appuntamento alle 9.30 al Giardino a Rosignano per distribuire bandiere e striscioni. Poi, tappa verso Cecina, al parcheggio della Ladronaia dove il corteo si è mosso verso il centro.

La manifestazione ha cambiato pelle nelle ultime 48 ore. Il progetto era sfilare con le auto a passo d'uomo prima sull'autostrada e poi sull'Aurelia. Ma il divieto arrivato dalla questura di Livorno ha imposto una revisione dei piani.

L'impatto è stato del tutto diverso da quello che gli stessi organizzatori speravano: uno conto sarebbe stato trovarsi davanti a 200 auto che percorrono la strada a passo d'uomo e creano in un giorno “caldo” chilometri di fila, un conto è stato assistere a 200 persone, seppur mosse da passione, che sfilano nel centro cittadino.

La manifestazione. Partenza alle 10.45 dalla Ladronaia. In testa un grande striscione: “Asini, api e cavalli solo nella testa di chi governa. Variante libera, no all'Aurelia di 30 anni fa”. Il succo di un malessere per un'opera incompiuta e che costa 60 centesimi per un tratto di soli tre chilometri, da Rosignano a San Pietro in Palazzi. «La Sat – dice Alessandro Lucibello, coordinatore locale del gruppo – si è appropriata della vecchia Variante. Torniamo indietro di 30 anni, con le auto costrette a percorrere l'Aurelia. Della Tirrenica ce n'era bisogno da Grosseto a Civitavecchia. Qui non la vogliamo».

Le bandiere. Quelle del coordinamento No Sat, ma anche di Legambiente, dell'Italia dei Valori e dei No Tav. Tra i manifestanti, i responsabili dell'Idv, quelli di Rifondazione, della Sinistra per Castagneto e delle liste civiche. E tanti cittadini anche dalla val di Cornia. Solo un sindaco in mezzo al corteo, Aurelio Pellegrini, primo cittadino di Montescudaio.

La sfilata. Il gruppo è partito dalla Ladronaia, poi tappa in viale Marconi, piazza della Libertà, via Italia, via Diaz, piazza della stazione e corso Matteotti. Nella zona pedonale c'è stato spazio per gli interventi. Il percorso è stato scandito dagli slogan. C'è n'è stato per tutti: dal commissario per l'opera Antonio Bargone al pedaggio troppo esoso, ai politici che hanno decretato “il funerale della Variante”.

Critiche al Pd. Non sono mancati gli attacchi al partito democratico. Appena arrivati in corso Matteotti i manifestanti si sono fermati davanti alla sede del Pd e hanno riservato al gruppo di maggioranza in Comune una serie di: “Vergogna, vergogna”. La colpa? Aver appoggiato il progetto della Sat, soprattutto a livello regionale.

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