Il Tirreno

Lavori pubblici, il Comune deve saldare 9 milioni

di Alessandra Bernardeschi
Lavori pubblici, il Comune deve saldare 9 milioni

È la cifra ancora da pagare per opere concluse o in corso di ultimazione Per venire incontro alle aziende ecco nuove convenzioni con le banche

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ROSIGNANO. L'amministrazione comunale ha deciso di stipulare specifiche convenzioni con la Banca popolare di Vicenza, il Credito Cooperativo Chianciano Terme - Costa Etrusca-Sovicille e con Banca Intesa San Paolo per riuscire a pagare in tempi rapidi le imprese che hanno eseguito lavori pubblici. In programma ci sono infatti 9 milioni di euro che il Comune dovrà versare ad imprese che hanno già terminato gli interventi o che stanno ancora lavorando sul territorio. Ma tra quei 9 milioni di euro ed i versamenti, si frappone il patto di stabilità. Ed ecco allora le convenzioni con gli istituti bancari ai quali le imprese possono rivolgersi per ottenere i crediti dovuti «quasi al 100 per cento«, dice l'assessore alle finanze Gennaro Tudisco. In un secondo momento il Comune verserà alle banche il denaro anticipato.

L'alternativa sarebbe infatti quella, sempre a causa del meccanismo di calcolo della normativa, di posticipare di alcuni mesi il saldo nei confronti dei vari creditori se non addirittura sospendere i pagamenti per un certo periodo. Anche perché, nei precedenti esercizi l'amministrazione comunale ha attivato numerosi interventi di opere pubbliche. «È bene essere chiari - continua Tudisco - noi abbiamo liquidità per quasi 5 milioni di euro e disponibilità per residui passivi fino a 30 milioni. Senza questo scellerato patto di stabilità potremmo mettere in moto una piccola finanziaria da 20 fino a 30 milioni di euro. Una cifra che rappresenterebbe ossigeno puro per le aziende; sarebbe un modo per far circolare denaro, sostenere attivamente le imprese, favorire le attività economiche locali».

Ma c'è dell'altro: l'attuale normativa in materia di pagamenti da parte degli enti pubblici «è in totale dissonanza - è spiegato sulla delibera di giunta con la quale si stabiliscono le convenzioni con gli Istituti bancari- con quella relativa al Patto di stabilità» perché «prevede che il saldo delle fatture pervenute debba avvenire in tempi rapidi e che oltre un determinato termine il creditore è autorizzato a richiedere il versamento degli interessi moratori calcolati sull'effettivo ritardo del pagamento». Insomma, da un lato il Patto di stabilità che impedisce ai Comuni, anche quelli virtuosi, di eseguire lavori anche se già coperti finanziariamente, dall'altro una normativa che impone agli enti pubblici di pagare rapidamente le ditte che eseguono interventi. Le convenzioni con le banche, che non prevedono oneri per l'amministrazione comunale, hanno come obiettivo quello di sostenere le imprese: «perché - conclude Tudisco - permettono alle imprese stesse di ottenere liquidità in tempi brevi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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