Il Tirreno

Vietata la balneazione dalla foce alle Gorette

Chiazza sospetta davanti al Club Firenze, alcuni bagnanti accusano irritazioni Ordinanza del sindaco, indaga la guardia costiera, avviati gli accertamenti

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CECINA. A dieci giorni dal divieto di balneazione alla Cecinella (poi revocato) ne spunta uno alle Gorette sud nel tratto compreso tra la foce del fiume Cecina e la spiaggia libera prima del bagno Ippocampo. Tuffi proibiti nella parte di arenile libero ma anche al campeggio Club Firenze e al villaggio francese. Tutta colpa di una «una sostanza schiumosa di colore giallastro - si legge nell'ordinanza firmata dal sindaco - a circa 5 metri dal bagnasciuga». Una macchia lunga 20 metri, «di natura e caratteristiche sconosciute e che, in relazione alla corrente, andava a defluire vero sud». Verso Marina di Cecina. Ieri tante persone in spiaggia, poche in acqua. Anche se qualcuno se n'è infischiato dei cartelli di divieto e si è tuffato lo stesso.

L'ordinanza è scattata dopo la segnalazione arrivata lunedì da alcuni bagnanti. Stavano nuotando vicino al pennello di scogli che parte dalla spiaggia libera accanto al bagno Ippocampo. Non lontano dalla postazione di salvamento gestita dalla Uisp.

«Si è avvicinato un gruppo di persone - dice il bagnino Gianmarco Becherini - Quattro o cinque di loro che avevano nuotato all'interno di questa chiazza schiumosa avevano irritazioni sul corpo. Ad altri invece non è successo nulla. Per precauzione ho consigliato a chi non stava bene di andare in pronto soccorso». Dall'ospedale spiegano però che nessuno poi si è presentato.

Sempre lunedì è stata avvisata anche la guardia costiera. E per precauzione il sindaco ha firmato l'ordinanza. «I tecnici Arpat- continua il bagnino - sono arrivati ieri pomeriggio (lunedì, ndr) e hanno prelevato alcuni campioni d'acqua».

Ieri i balneari - anche quelli che non sono stati interessati dall'ordinanza - avevano un diavolo per capello. Un divieto di balneazione, il secondo in dieci giorni, non è massimo della pubblicità per chi affitta sdraio e ombrelloni.

«Un provvedimento preso in via cautelativa, non c'è da allarmarsi - dice il responsabile della guardia costiera Antonino Giannetto - si tratta di una sostanza schiumosa che si è concentrata in solo in un punto. Le analisi faranno chiarezza, ma quasi sicuramente è da escludere la natura inquinante. Non stiamo parlando di scoli fognari né di idrocarburi. Per sicurezza sono stati piazzati i cartelli con il divieto di balneazione e i bagnini hanno esposto le bandiere rosse». Chi si tuffa rischia una multa più salata dell'acqua.

«Oggi (ieri, ndr) la chiazza si è dissolta - spiega una nota del Comune - e non è più visibile. I tecnici di Arpat hanno effettuato i prelievi e in attesa di verifiche l'amministrazione ha ritenuto di procedere in via cautelativa al divieto di balneazione». L'ordinanza resterà in vigore finché i risultati delle analisi non saranno resi noti.

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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