Attenzione
«Il lago di Santa Luce è in grave sofferenza»
La Lipu lancia un nuovo allarme-siccità. Intanto è stata rinnovata la convenzione con Solvay
SANTA LUCE. «Chi oggi viene per visitare la riserva di Santa Luce trova un lago sofferente, le cui acque arretrano, giorno dopo giorno». Inizia così la descrizione del lago oggi di Silvia Mascagni, responsabile della riserva.
Il lago è quasi secco. «Chi lo ha visto nascere nel '58, perché il lago è di natura artificiale - dice Mascagni - non ricorda di averlo mai veduto così basso. Dagli annali della Solvay (proprietaria del bacino idrico di Santa Luce) risulta che solo l'anno 1973 registrò un drastico calo del livello delle acque. Mascagni prosegue. «Questo lago negli anni ha visto popolarsi di una gran varietà di organismi viventi. Gli studiosi hanno definito il lago di Santa Luce un habitat di elezione per la presenza di numerose specie di uccelli acquatici e importante sito lungo la rotta migratoria, nonché nodo strategico nel sistema delle aree protette provinciali e regionali in termini di biodiversità. Nel 2009 la Regione ha deliberato la designazione di sito di importanza comunitaria "Lago di Santa Luce". Tanta passione, tanto lavoro, tante lotte per vedere poi questo nostro scrigno di biodiversità “evaporare” perché nel 2011 la situazione climatica è cambiata e la siccità sta colpendo come non mai, con il Fine ancora arido». Secondo la Lipu la Solvay, proprietaria dell’area, non ha responsabilità. «La società - dice Mascagni - ha interrotti i prelevamenti dell'acqua dall'invaso ad ottobre 2011. La causa di questa situazione sta nel cambiamento climatico, che sta pesantemente influenzando l'ecosistema del lago di Santa Luce. Cosa fare? Un reale contributo alla risoluzione del problema è sicuramente legato ad una vera presa di coscienza della collettività del ruolo delle azioni del singolo».
Rinnovo della convenzione. Intanto ieri è stato siglato il rinnovo, fino al 2014, della convenzione tra Provincia di Pisa, Solvay e Lipu per la gestione della riserva naturale . «Questa convenzione - spiegano da Solvay - la cui prima stipula risale al 1992 con l’accordo Solvay-Lipu per l’Oasi di protezione - ha lo scopo di favorire la collaborazione tra istituzioni, industria e un’associazione ambientalista di livello nazionale, per la valorizzazione degli aspetti naturalistici del sito, nel rispetto delle primarie esigenze industriali di Solvay. Proprio in un contesto di ottimizzazione del consumo della risorsa idrica e con l’obiettivo di privilegiare l’uso di acque di superficie rispetto ad altre fonti più pregiate, Solvay realizzò già a fine anni ’50 il bacino di Santa Luce, che anche oggi rappresenta una riserva industriale strategica». Con il rinnovo di questa convenzione, Lipu continuerà a operare nella riserva naturale di Santa Luce, mettendo in atto sia iniziative rivolte alla conservazione, valorizzazione e gestione naturalistica del territorio, sia interventi di sensibilizzazione e educazione nei confronti dei visitatori. E uno dei prossimo eventi sarà realizzato in collaborazione con Solvay stessa, nell’ambito delle celebrazioni del centenario della presenza della società a Rosignano. Per la firma della convenzione erano presenti Valter Picchi (assessore all’ambiente della Provincia di Pisa), Elena D’Andrea (direttore generale della Lipu) e Michèle Huart (direttore dello stabilimento), la quale ha dichiarato: «Siamo molto lieti di poter proseguire con Lipu e le istituzioni locali un rapporto ormai ventennale, che può a tutti gli effetti definirsi un esempio di collaborazione a favore della tutela ambientale, in un contesto produttivo orientato allo sviluppo sostenibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
